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Rieti, elezioni comunali. L'analisi post voto di Ubertini: "Centrosinistra lacerato dalle primarie”

Luca Feliziani
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La sua analisi del voto amministrativo si basa quasi esclusivamente sui numeri, lasciando poco spazio a interpretazioni soggettive. “Oggi Sinibaldi rispetto a Cicchetti di 5 anni fa perde più o meno 350 voti, Petrangeli oggi rispetto al 2017 ne perde 2500, il terzo polo sostanzialmente è stabile, ma se si considera che oggi il M5s faceva parte della coalizione di centrosinistra mentre 5 anni fa correva da solo, allora possiamo dire che il terzo polo è cresciuto nei consensi”. 
Carlo Ubertini, candidato a sindaco del terzo polo cerca poi di spiegare questi numeri. 
“La sconfitta è figlia della rovinosa caduta del centrosinistra, la caduta del centrosinistra è stata causata della gestione delle primarie, sembrate a molte più una resa dei conti all’interno della coalizione che una festa della democrazia, come sarebbe dovuto essere”.

 

Ma quei voti persi del centrosinistra che fine hanno fatto?
“Quei voti sono rimasti a casa. L’astensionismo ha colpito il centrosinistra. La stragrande maggioranza degli elettori che potenzialmente avrebbe votato centrosinistra ha preferito rimanere a casa vedendo le continue liti all’intero della coalizione”.
Quindi primarie sì, ma gestite diversamente?
“Le primarie sono state viste come una resa dei conti. Andavano semmai anticipate e organizzate meglio con l’accordo di tutti, solo così sarebbero state una vera festa di popolo”.

 

Rischiavate di venire schiacciati dai due schieramenti e invece avete ottenuto un buon risultato.
“E’ andata bene, poteva andare meglio. Molti non ci hanno votato per il timore che poi al ballottaggio i nostri voti sarebbero finiti al centrosinistra. Alla fine sono risultato il candidato socialista più votato in Italia”. 
Ora bisognerà fare opposizione però. Come? Insieme al centrosinistra?
“No, noi faremo la nostra opposizione perché il nostro è un progetto politico non un cartello elettorale altrimenti saremmo andati insieme al primo turno. Il mio principio Unire Rieti resta anche in consiglio comunale. Vogliamo portare avanti il nostro progetto che si basa sula cultura liberale, socialista, cristiana e ambientalista”. 
Come gestirà il consenso ottenuto.
“Credo che davanti a noi ci sia un grande vuoto da occupare. Con un centrosinistra privo di identità e un centrodestra non liberale, il terzo polo dovrà andare ad occupare quello spazio con progetti e idee. Stessa cosa faremo in consiglio comunale. La nostra opposizione non sarà preconcetta ma si baserà soltanto su questioni di merito. Se l’idea ci piace la voteremo, altrimenti diremo no. Vogliamo far crescere questo nostro progetto”.