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Siccità Rieti, impianti di irrigazione al massimo della potenza

Monica Puliti
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“La situazione è critica perché sono mancate, da novembre in poi, il 60/70% delle piogge rispetto agli anni scorsi, motivo per cui da settimane teniamo gli impianti di irrigazione al massimo”. Dopo il grido di allarme del presidente di Coldiretti Rieti, Alan Risolo - suffragato dai dati forniti dal centro appenninico “Carlo Jucci” dell’università di Perugia sulla scarsità delle precipitazioni nei primi cinque mesi dell’anno -, il direttore del Consorzio della bonifica reatina, Vincenzo Gregori, fa il punto sulla situazione nella Piana, un’area di 10 mila ettari su cui il Consorzio ha stretta competenza. “Ad oggi – chiarisce – non registriamo carenze nei nostri impianti, con le sorgenti, il Velino ad esempio, approvvigionate, ma questo non ci autorizza a utilizzare l’acqua in maniera sconsiderata ma, al contrario, in modo assennato”. La siccità si ripercuote in particolare sulle aree della Piana reatina dove non ci sono gli impianti di irrigazione perché in tutte le altre, sottolinea Gregori, “i nostri impianti stanno funzionando al massimo della loro potenza” e, cosa importante, “stiamo portando l’acqua dappertutto”.

Vista l’eccezionalità della stagione – se, mediamente, da gennaio a maggio degli ultimi dieci anni cadevano 413 millilitri di pioggia, che vuol dire 413 litri per metro quadrato di terra, quest’anno ne sono caduti 183 millilitri (dati del centro appenninico) -, l’irrigazione ha dovuto seguire necessariamente il meteo. “Gli altri anni – dice ancora il direttore del Consorzio della bonifica – questo tipo di irrigazione, al massimo della potenza, veniva fatta a luglio, mentre quest’anno abbiamo dovuto anticipare di un mese”. A soffrire in particolare sono le colture del mais, ma anche quelle del grano (con una riduzione del raccolto che Coldiretti Rieti stima del 20/30%, dovuta soprattutto alla siccità) e dell’orzo che, solitamente dice Gregori, “non sono in sofferenza”. La soluzione al problema, considerato che i cambiamenti climatici in atto ci dicono che continueremo ad avere temperature in aumento da gennaio a dicembre? “Rinnovare e investire nel settore agricolo – conclude Gregori – per avere infrastrutture che consentano un’irrigazione ottimizzata dei campi con lo stesso uso di acqua”.

Coldiretti Lazio ha inviato itanto alla Regione nelle scorse ore la richiesta dello stato di calamità a causa della forte crisi idrica, che si appresta a superare livelli mai registrati dall’inizio del secolo scorso.  “Una situazione che comporta un aggravio di costi per le aziende agricole - spiega il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri - che sono costrette ad utilizzare motori a pompe elettriche e dunque a consumare gasolio, in un momento in cui i costi per il caro carburante e il caro energia sono lievitati”.