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Siccità, produzione di grano in calo del 30% nel Reatino

Monica Puliti
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In un momento storico in cui avremmo bisogno di una maggior produzione di grano e cereali, un insieme di fattori stanno spingendo nella direzione contraria.  Coldiretti stima che nel Reatino quest’anno ci sarà un vistoso calo dei raccolti di grano e cereali del 20/30%, dovuto all’assenza di pioggia ma anche al caro carburanti – che limita le lavorazioni sul terreno -, al caro energetico – con le motopompe messe quanto più a riposo -, al caro concime e, dicevamo, alla insufficienza di piogge sul nostro territorio. 

 


“Un problema enorme per la nostra provincia – dichiara il presidente di Coldiretti Rieti, Alan Risolo – che cade proprio nel periodo in cui avremmo bisogno di una maggior produzione di grano: la siccità proprio non ci voleva”.  Per comprendere la portata del problema ci sono i numeri forniti dalla banca dati meteo del centro appenninico “Carlo Jucci” a Terminillo dell’università agli studi di Perugia, che parlano di piogge più che dimezzate nei primi cinque mesi dell’anno in corso rispetto alla media degli ultimi dieci anni, prendendo a riferimento sempre lo stesso periodo. 

 


Così, se mediamente, da gennaio allo scorso maggio cadevano 413 millimetri di pioggia, vale a dire 413 litri per metro quadro di terra, nel 2022 quel numero si è ridotto a 183 millimetri. Eccezion fatta per il mese di aprile, si apprende ancora dal centro appenninico, in tutti gli altri presi a riferimento le precipitazioni sono state abbondantemente sotto la media, il che porta a dire che stiamo vivendo una stagione eccezionalmente secca. Senza contare che temperature alte e vento hanno anticipato di un mese l’arrivo dell’estate con effetti negativi sulla produzione del grano perché, sostengono gli esperti in materia, il chicco non si è riempito come avrebbe dovuto essendogli mancata l’acqua. Motivo per cui, aggiunge Risolo, “non riusciamo a produrre quanto dovremmo”. “La carenza di risorse idriche non è più un problema contingente, ma che si ripete da anni – aggiunge il presidente di Coldiretti -: la scarsità di neve sulle montagne comporta la mancata alimentazione dei bacini di acqua e l’ipotesi di raccolta di acqua piovana non si sta realizzando; a soffrire di più sono le colture stagionali, tipo quelle dei cereali. Tra un po’ avrà inizio la trebbiatura e ci aspettiamo una produzione di grano in calo del 20/30%”.