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Roma, cinghiali. I Comuni Fiano Romano e Sant'Oreste ingaggiano i privati per catturarli

Pa. Gio.
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Un piano straordinario di controllo della popolazione di ungulati, che prevedrebbe l’affidamento di incarichi specifici a ditte specializzate nella cattura selettiva della popolazione di cinghiali in sovrannumero, al fine di contenere la popolazione animale ed evitare sul nascere il propagarsi della peste suina, che ha già sviluppato due focolai di massima allerta nel nord di Roma e nella provincia di Rieti.

 

Starebbero lavorando su questo, in maniera indipendente l’una dall’altra, sia l’amministrazione comunale di Fiano Romano sia quella di Sant’Oreste, che guardano con non poca preoccupazione a quanto succede tutto intorno al territorio tiberino, l’epidemia di peste suina che sta preoccupando e non poco la filiera zootecnica locale, nonché gli allevamenti di maiali. I territori del quadrante tiberino sono vicini, e soprattutto comunicanti, a quelli dove la Regione Lazio ha contenuto i focolai con l’istituzione delle due zone rosse, attraverso le continuazioni delle aree verdi e dei parchi, in primis il Parco Di Veio, che rappresentano veri e propri canali preferenziali per le migrazioni delle famiglie di cinghiali da un territorio all’altro. Cinghiali che, come è ormai noto, non hanno bisogno di strade o passaggi per spostarsi da una parte all’altra, e che anzi potrebbero trovare una vera e propria autostrada nella folta e a tratti incontrollata vegetazione che accompagna il tracciato ferroviario extraurbano della Roma-Viterbo, linea ferroviaria che lambisce sia l’abitato di Fiano Romano sia quello di Sant’Oreste.

 

Per questo, e soprattutto per tutelare le attività zootecniche dei rispettivi territori, le due amministrazioni locali, in quanto depositarie dell’autorità sanitaria sul territorio, starebbero prevedendo piani di controllo e cattura selettiva localizzati, prassi questa che viene incentivata anche dal recente piano Regionale per il contenimento dell’emergenza di peste suina sul territorio. Mentre si attende di sapere l’esito della proposta, presentata da alcuni addetti ai lavori ed esperti del settore, che chiede alla Regione un prolungamento della stagione venatoria, con all’interno la possibilità di estendere anche l’orario quotidiano della caccia consentendo di andare anche oltre il tramonto, soprattutto per la caccia al cinghiale.