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Vertenza Mvm, i lavoratori ancora senza stipendi. I licenziati salgono a 30

Marco Staffiero
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Oltre, la delusione i 70 dipendenti della Mvm da più 4 mesi senza stipendio, si sentono anche presi in giro. Non usano mezzi termini per descrivere la loro situazione di disagio. “Ci sentiamo abbandonati da tutti – hanno dichiarato -. Apprezziamo il lavoro svolto da chi si è interessato alla nostra vicenda, ma ad oggi continuiamo a rimanere senza salario e senza lavoro. Una situazione drammatica dato che molti di noi sono rimasti completamente senza denaro. I pochi risparmi che avevamo sono stati consumati in questi mesi per andare in contro alle normali spese. L’azienda continua i silenzi. Proprio in queste ore, soltanto 6 dipendenti hanno avuto il secondo acconto di febbraio. Gli altri rimangono completamente senza un soldo da quattro mesi. Sempre in queste ore – hanno continuato i lavoratori – altri operati hanno presentato la domanda per il licenziamento per giusta causa, facendo salire a 30 gli operai che stanno andando via. Attualmente dei 70 dipendenti collocati sul territorio, soltanto 5 continuano a lavorare.

 

Situazione imbarazzante, anche per quanto riguarda l’ordinaria manutenzione ed i lavori per la fibra ottica, quest’ultima completamente ferma. Intanto – hanno concluso i lavoratori – non possiamo rimanere fermi, per questo stiamo cercando un immediato posto di lavoro, in altre province e nella vicina Umbria”. Con il passare del tempo, cresce la preoccupazione anche per un possibile e reale rallentamento dei lavori sulle comunicazioni. Non dimentichiamo, che proprio la Mvm, si occupa di telefonia e rete internet per grandi provider nazionali ed ha importanti clienti come Tim, Open Fiber ed Enel. Intanto, sempre in queste ore verrà presentata un’interpellanza indirizzata al ministro per lo Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti.

 

 

L’azione incisiva è stata portata avanti, la fine della scorsa settimana dai deputati Lorenzoni, Melilli, Fusacchia e Trancassini. Lo stesso Melilli oltre alla preoccupazione per i dipendenti sottolineò, che “la politica e le istituzioni devono marciare insieme affinché l’azione abbia più forza. Abbiamo scelto lo strumento dell’interpellanza urgente perché rapido ed efficace. Dobbiamo dare delle risposte ai nostri lavoratori che hanno il diritto ad essere pagati, nello stesso tempo dobbiamo assicurare la continuità nei cantieri aperti sul territorio. Sono due esigenze che devono trovare risposte immediate”. Preoccupazione condivisa pienamente anche dai sindacati di Cgil, Cisl e Uil, che hanno ribadito come “la situazione è insostenibile per le famiglie che non hanno più mezzi di sostentamento ma anche per il territorio che sta restando indietro nelle opere di digitalizzazione”.