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Rieti, peste suina. Otto comuni finiscono nella zona infetta

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Monica Puliti
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Il ministero della Salute ha diffuso il dispositivo, a firma congiunta del commissario straordinario alla peste suina, Angelo Ferrari, e del direttore generale della sanità animale e dei farmaci veterinari, Pierdavide Lecchini, con cui ha istituito una zona infetta in 9 Comuni tra Lazio e Abruzzo, di cui 8 nel Reatino (Borgo Velino, Micigliano, Posta, Borbona, Cittaducale, Castel Sant’Angelo, Antrodoco e Petrella) e uno, Cagnano Amiterno, in provincia de L’Aquila.

 

La misura fa seguito alla conferma di un caso di Psa accertata nella carcassa di un cinghiale rinvenuta a Borgo Velino mentre a Roma le positività riscontrate all’interno della zona rossa sono salite a 15. Nella zona infetta si attuano “sin da subito” le misure dettate dalla terza ordinanza commissariale – controlli sul territorio e chiusura dei punti di collegamento tra la zona infetta e l’esterno, solo per citarne alcune - tenendo conto dell’organizzazione e della specificità del territorio. Si è parlato di questo e altro ancora ieri mattina nel corso di una videoconferenza con la Prefettura – presente il capo di Gabinetto, Marianna Centofanti - alla quale hanno partecipato i sindaci dei Comuni ricadenti nella zona infetta istituita, l’Azienda sanitaria locale, gli Atc-Ambiti territoriali di caccia e i carabinieri. Soprattutto, la task force guidata da Palazzo Vincentini e formata dai Comuni ricadenti nell’area delineata, oltreché dagli Atc, dai guardiaparco, dai volontari della protezione civile, con il coordinamento congiunto di Azienda sanitaria locale e carabinieri, proseguirà nell’azione di monitoraggio quotidiano del territorio, suddiviso per quadranti, all’interno del quale le squadre saranno impegnate in una ricognizione continua, tesa ad accertare la presenza di nuove, eventuali carcasse di cinghiali, che, una volta trovate, andranno analizzate. L’attenzione resta dunque altissima per quella che si è ormai delineata come una vera emergenza, legata a doppio filo al problema del sovrappopolamento dei selvatici, al quale nessuno, fino ad oggi, ha posto rimedio con le conseguenze che tutti ben conosciamo: cinghiali a spasso all’interno dei centri urbani, colture danneggiate e abbandonate dai produttori e incolumità pubblica a rischio.

 

Intanto il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri, ha lanciato un appello con l’invito a intervenire immediatamente perché, dice, “a rischio non c’è solo la filiera suinicola, ma anche altre realtà come quella zootecnica”. “La decisione in merito alla distruzione di paglia e fieno è assolutamente facoltativa - precisa Granieri - e non c'è alcun obbligo in merito. Una misura restrittiva, che provocherà serie difficoltà economiche alle aziende agricole e soprattutto zootecniche, che si trovano all’interno della zona rossa. Ecco perché è necessario intervenire con la massima urgenza”.