Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Rieti, lavoro. Vertenza Mvm, anche il vescovo in campo

Esplora:

Marco Staffiero
  • a
  • a
  • a

Delusione, disperazione. I 70 lavoratori della Mvm, da febbraio senza salario e da tre mesi in sciopero, non usano mezzi termini, per descrivere la loro preoccupante situazione. Giovedì, prima della cerimonia religiosa, nel Santuario di Santa Filippa Maneri a Borgo San Pietro, per ricordare la prematura scomparsa del collega, i lavoratori presenti, hanno avuto la possibilità di parlare con il vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili, della situazione. Il vescovo di Rieti, nel tranquillizzarli ha ribadito il suo impegno nel cercare (nelle sue possibilità) una immediata soluzione.

 

 

Dopo i numerosi incontri istituzionali o meno sul territorio, tra i sindacati, il prefetto, il vicesindaco di Rieti, il presidente della provincia, l’azienda stessa e gli onorevoli Lorenzoni, Melilli, e Trancassini, i lavoratori aspetto al più presto delle immediate risposte. Nel precedente incontro con i parlamentari stessi, la Cgil, Cisl e Uil, avevano sottolineato, che “la situazione è insostenibile per le famiglie che non hanno più mezzi di sostentamento ma anche per il territorio che sta restando indietro nelle opere di digitalizzazione necessarie per ipotizzare strategie di sviluppo. Come possiamo pensare allo sviluppo della telemedicina, del coworking, dell turismo, all’industria se stiamo rimanendo indietro su un tema fondamentale come le infrastrutture digitali? Come possiamo tutelare il territorio se 40 giovani tecnici che conoscono e vivono qui saranno costretti ad andare via perché, quel lavoro che sono in grado di fare, è richiesto altrove?”. Non dimentichiamo che la Mvm ha importanti clienti come Tim, Enel e Open Fiber e con i dipendenti “fermi” si rischia un enorme disservizio per tutto il territorio. “La situazione non è grave solo per noi e per le nostre famiglie – dichiarano i lavoratori della Mvm – ma con il passare del tempo potrebbe investire tutto il territorio. Senza salario non possiamo andare avanti. Sta rimanendo difficile anche acquistare del cibo al supermercato. Non si vive solo di promesse da continua campagna elettorale. Abbiamo bisogno di lavorare, abbiamo il diritto di percepire un salario dignitoso per vivere”.

 

Lo stesso Melilli in un suo precedente intervento, manifestò solidarietà con i lavoratori e preoccupazione per il possibile rallentamento dell’implementazione della fibra sul territorio provinciale. Intanto, sono circa 18 i lavoratori, che solo a Rieti hanno consegnato le dimissioni per giusta causa. Ricordiamo, che l’azienda nata nel 1993, conta 270 dipendenti collocati tra Rieti, Roma e la Sardegna. La situazione di disagio, purtroppo sta coinvolgendo anche queste città.