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Rieti, primo caso di peste suina accertato in provincia

Luigi Spaghetti
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Primo caso di peste suina nel Reatino. In particolare a Borgovelino. Si tratterebbe del primo caso accertato al di fuori della zona rossa di Roma e provincia. A dare la notizia è stato l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato. “L’Istituto Zooprofilattico ha comunicato un nuovo caso positivo su una carcassa di cinghiale, questa volta nella zona di Borgo Velino in provincia di Rieti. I servizi veterinari della Asl hanno già attivato i protocolli operativi previsti in questo caso. Salgono complessivamente a 14 i casi finora accertati di peste suina, questo è il primo al di fuori della zona rossa” ha concluso l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. 

 

Una notizia che preoccupa e non poco gli allevatori e gli agricoltori già alle prese con l’emergenza causata dai danni provocati dalla fauna selvatica e quindi dai cinghiali. Un rischio quello della diffusione del contagio della peste suina, che secondo Coldiretti metterebbe in pericolo le aziende suinicole reatine, dove sono presenti 376 allevamenti con circa 5 mila capi. La seconda provincia nel Lazio, dopo Frosinone, in ordine di importanza per numerosità aziendale, è proprio la provincia di Rieti.

 

“Si tratta prevalentemente di piccoli allevamenti suincoli di maiale nero reatino - spiega il presidente di Coldiretti Alan Risolo - stiamo parlando di una vera eccellenza, con razze autoctone che consentono di realizzare dei prodotti di pregio e rappresentano una distintività per il nostro territorio, che non possiamo permetterci di perdere. Quello di una possibile diffusione della peste suina africana è un rischio concreto. Un problema che già in passato abbiamo opportunamente segnalato e che metterebbe seriamente a rischio le nostre aziende e i loro prodotti di alta qualità. Questo avrebbe delle ripercussioni devastanti anche a livello economico e sulle esportazioni, con la conseguente sfiducia dei consumatori”.