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Rieti, una nuova moschea per una città più inclusiva e interreligiosa

Monica Puliti
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Una nuova moschea in città per consolidare ulteriormente il concetto, suffragato da opere realizzate nel corso degli anni, di Rieti città inclusiva ed interreligiosa. La proposta, già fatta propria dall’amministrazione Cicchetti che nel 2020 individuò persino un’area a Micioccoli per la sua costruzione, è riemersa nel corso della presentazione - da parte della coordinatrice provinciale di Italia Viva, Susanna Barina - della lista Rieti al Centro, che sostiene il candidato sindaco di Fratelli d’Italia, Daniele Sinibaldi. 

 


“Come Rieti al Centro – dice il candidato consigliere di IV, Simone Miccadei -, d’accordo con Sinibaldi, sosterremo la comunità islamica di Rieti affinché gli venga assegnato un terreno comunale dove edificare una moschea. L'integrazione è alla base del nostro progetto e siamo orgogliosi di avere in lista Jasin Ajdari. Una città, infatti, diventa attrattiva non solo perché offre opportunità nuove a chi ci vive, ma soprattutto perché si fa carico di quello spirito di contaminazione culturale che il nostro Paese dovrebbe guidare con fiducia e speranza per il futuro”. “Con questa lista civica – dichiara Barina – Rieti vuole diventare un laboratorio democratico che abbatta le barriere ideologiche per essere più inclusiva, avendo già un cimitero interreligioso: questa è la città che vogliamo. Il candidato sindaco Sinibaldi – aggiunge – si è impegnato ad individuare il terreno e la comunità musulmana costruirà l’edificio con i propri fondi”.

 


Nel 2020, si ricorderà, la notizia della decisione di realizzare una nuova moschea alla luce delle esigenze legate al particolare momento storico in cui le normative sanitarie vigenti avevano imposto spazi che l’attuale moschea di via Nuova (nella foto) non può garantire in rapporto al numero di fedeli musulmani che il territorio conta, oltre 3 mila persone tra il comune capoluogo e il resto della provincia. Si disse che l’amministrazione aveva individuato nei dintorni del quartiere Micioccoli l’area in cui sarebbe sorto il nuovo edificio di culto e che era stato contattato l’architetto Paolo Portoghesi, lo stesso che aveva realizzato le grandi moschee di Roma e Parigi; per il professionista si tratterebbe, nel caso il progetto andasse in porto, del primo legato a una moschea di dimensioni più ridotte. Un progetto nel nome dell’inclusione e del multiculturalismo che però, come sempre accade, non trova tutti d’accordo nonostante gli ottimi rapporti che la città ha sempre avuto e continua ad avere con la comunità musulmana.