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Piana reatina allagata, danni per 9 milioni ma ristori ai Comuni per 200 mila euro

Marco Staffiero
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Sono passati circa 16 mesi dall’esondazione del fiume Turano, che provocò il completo allagamento della Piana Reatina e ad oggi la Regione Lazio, attraverso l’approvazione di una delibera pubblicata sul bollettino ufficiale regionale, il 7 gennaio 2022, approvò un finanziamento complessivo di 195.848.91 euro. “I comuni – ha dichiarato il consigliere regionale, Fabio Refrigeri – hanno presentato alla Regione i danni economici e attraverso una valutazione furono accolti e approvati. Per il momento non è stato incassato tutto, ma quanto prima sarà saldato lo stanziamento. Per quanto riguarda l’intervento economico nei confronti dei privati, purtroppo, il Governo non ha riconosciuto lo stato di calamità, fondamentale per percepire un aiuto economico”.

Nel dettaglio al comune di Rivodutri andranno 19 mila euro, al comune di Rieti 53.033.75 euro, Cittaducale 38.441.16 euro, Contigliano 5.000 euro e al Consorzio di Bonifica Etruria Meridionale e Sabina 80 mila euro. Ricordiamo che sul bollettino ufficiale della regione il 25 febbraio del 2021 veniva approvato con una delibera lo “stato di calamità naturale” nei territori dei Comuni di Rocca Sinibalda, Belmonte in Sabina, Longone Sabino, Rieti, Contigliano, Greccio, Rivodutri, Colli sul Velino, Cittaducale, Cantalice, Poggio Bustone, Concerviano, Petrella Salto, a seguito delle progressive ed estese esondazioni dei fiumi Turano e Velino e, puntualmente, del fiume Salto, verificatasi a partire dal giorno 25 gennaio 2021, e fino alla data del 16 febbraio 2021. Il perché non tutti i comuni inseriti nello stato di calamità non siano entrati nel finanziamento rimane un mistero.

“L’amministrazione comunale di Rieti - spiega l’assessore Daniele Sinibaldi - ha fatto tutto quello che le competeva, a partire dalla stima e dalla rendicontazione dei danni ma non abbiamo avuto risposte e i problemi di cittadini e aziende agricole e zootecniche sono rimasti tali. La valorizzazione del nostro fiume è e rimane una priorità per noi, lo dimostra per esempio la richiesta fatta in tempi non sospetti alla Regione Lazio per la concessione della gestione delle sponde del tratto urbano del Velino. Nessuno ha appoggiato questa nostra richiesta e addirittura la giunta Zingaretti non ha avuto neanche la cortesia di risponderci”. I danni dell’esondazione, secondo la Protezione civile ammontano a 7,5 milioni. Solo Coldiretti aveva ipotizzato 1,5 milioni per le coltivazioni andate distrutte.