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Rieti, troppe barriere architettoniche presenti in centro e in periferia

Monica Puliti
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Non saremo all’anno zero, ma certo la città non può in alcun modo ergersi a simbolo della battaglia per l’abbattimento delle barriere architettoniche.  Non glielo permettono i troppi ostacoli, fisici e informatici, che impediscono alle persone diversamente abili la piena vivibilità delle sue strade e dei suoi servizi, già complicati per chi non convive con una disabilità.  Basta farsi un giro in centro come in periferia per rendersi conto di quanto possa essere dura la vita di chi si sposta con la sedia a rotelle o presenta altro tipo di invalidità: pali della luce infilati in mezzo ai marciapiedi – impercorribili anche per una mamma con la carrozzina -, per non parlare dei marciapiedi inaccessibili perché troppo stretti, perché chiusi dalle auto che vi parcheggiano davanti, perché disseminati di buche, o rampe inesistenti.

Negli ultimi decenni poco o nulla è stato fatto per rendere Rieti più fruibile e a misura delle persone con disabilità.  A riaccendere la questione – di cui, per la verità, mai o quasi si è sentito parlare nel corso di una campagna elettorale – è il candidato al consiglio comunale alle prossime amministrative nelle file di FdI, Giuliano Pallotto, responsabile della protezione dati del Comune, che sui social ha scritto di volersi impegnare per colmare questa lacuna considerato che “dal 1987, anno di emanazione della Legge che obbliga i Comuni a realizzare un piano di eliminazione delle barriere architettoniche, in questa città troppo poco è stato fatto”. 

 

 

Non è solo un problema di barriere architettoniche – sottolinea -, ma di vivibilità e accessibilità: penso ai parcheggi per i disabili o ai servizi fruibili attraverso un click da casa grazie all’informatizzazione del Comune, che consentirebbe alle persone diversamente abili, che non sono solo quelle che si muovono con la carrozzina, di interfacciarsi con Palazzo di Città. Parlo anche dei trasporti visto che oggi ci sono due soli mezzi di proprietà del Comune dedicati ai disabili: mi domando quanto siano utilizzati e se possano esserlo anche per le frazioni” conclude Giuliano Pallotto. Ma ci sono altri strumenti per rendere la città più facilmente vivibile, ad esempio gli attraversamenti pedonali illuminati o i semafori sonori per ipovedenti, ancora pochissimi lungo le strade di Rieti. Insomma, di lavoro ce n’è da fare per abbattere tutte quelle barriere che spesso sono soprattutto di tipo culturale.