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Rieti, torna a crescere nel Reatino il settore della salute e del benessere

Marco Staffiero
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La salute e il benessere prima di tutto. Ma soprattutto quella da recuperare dopo oltre due anni di pandemia. Come prevenzione o anche come terapia, prendersi cura di se stessi è una  delle grandi novità  del periodo del lockdown. La crisi pandemica e i conseguenti interventi restrittivi per il distanziamento sociale hanno determinato effetti pesanti sulla spesa delle famiglie, con ricadute molto gravi sul settore del benessere. Ma nonostante questo, i segnali rimangono positivi. I reatini non sono esclusi da questo andamento positivo. Sono 345 le imprese iscritte all’albo delle imprese artigiane di Rieti. Confartigianato Benessere Rieti associa il 52,17% del totale delle imprese. All’interno di Confartigianato Benessere gli acconciatori sono il 55%, i centri di estetica il 28% e il resto (manicure, pedicure, tatuatori ecc.) il 17%.

 

Hanno una media di addetti pari a 2 unità, pertanto le 345 imprese del settore danno lavoro a quasi 700 lavoratori. Numeri importanti, che vedono un settore in grande forma.  “La categoria benessere è una delle più numerose nel sistema Confartigianato. Con oltre 180 imprese associate – hanno dichiarato la Presidente degli acconciatori Antonella D’Angeli e Orietta Smordoni Presidente dei centri estetici Rieti - di cui un centinaio nel comparto dell’acconciatura, una cinquantina nell’estetica ed una trentina nei “nuovi” mestieri che completano il comparto “benessere”, quali manicure, pedicure, tatuatori. In questi ultimi anni c’è stata una notevole crescita dei centri estetici. Anche la clientela è cambiata, soprattutto nel campo dell’estetica dove c’è un incremento dei clienti di sesso maschile stimabile in quasi 30%”. Il settore purtroppo, risente della problematica legata all’abusivismo, che non risparmia la città di Rieti. L’abusivismo genera un ingente danno economico e sociale. L’attività degli indipendenti irregolari compromette la qualità e la sicurezza dei trattamenti – le imprese regolari si attengono ai protocolli Covid-19 per distanziamento e sanificazione -, determina una evasione totale di imposte dirette, indirette e contributi sociali, oltre ad esercitare una pressione competitiva sleale sulle imprese regolari che penalizza la propensione agli investimenti e la domanda di lavoro. Sulla base dei dati dell’Istat, si stima nei servizi alla persona un tasso di lavoro indipendente irregolare del 27,8%, per cui la chiusura di acconciatori e centri di estetica nelle aree rosse apre spazi di domanda per un’offerta irregolare caratterizzata da un esercito potenziale di abusivi composto, sull’intero territorio nazionale, da 42 mila soggetti. Il lavoro indipendente irregolare del comparto è maggiormente diffuso nel Mezzogiorno dove la quota di lavoratori irregolari sale al 31,2%. 

 

"E’ un settore che ha risentito senza dubbio della pandemia – ha dichiarato il direttore di Confartigianato imprese di Rieti, Maurizio Aluffi  -. Ma nonostante questo non possiamo che confermare l’andamento di un settore in costante crescita. E’ una categoria che durante questo periodo è stata sempre attenta a tutte le norme Covid, per andare incontro alle esigenze dei clienti. Dall’altra parte è doveroso ricordare e sottolineare il problema dell’abusivismo nel settore, che non risparmia la città di Rieti”.