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Rieti, il ministero chiede altro collaudo. Slitta l'apertura dell'ascensore di piazza

Monica Puliti
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Non c’è pace per l’ascensore di piazza la cui inaugurazione rischia di slittare ulteriormente. Infatti, contrariamente alle disposizioni dettate dalla sentenza del Tar, l'Ustif - Ufficio speciale trasporti a impianti fissi del ministero delle Infrastrutture ha inoltrato una nota al Comune di Rieti con la quale pretende che l'Ente esegua una verifica straordinaria sull’ascensore che dovrebbe collegare via San Pietro Martire con piazza Cesare Battisti al fine di dimostrarne la conformità alle disposizioni attualmente vigenti in tema di impianti di sollevamento pubblici. 


“Una pretesa – commenta l’assessore ai Lavori pubblici, Antonio Emili - priva di ogni logica poiché, oltre a contraddire espressamente la pronuncia assunta recentemente dal Tribunale amministrativo regionale, ignora il fatto che in sede di giudizio il Comune ha già ampiamente dimostrato a mezzo di una verifica straordinaria la rispondenza dell'impianto alla normativa a esso applicabile. A oggi, dunque – aggiunge -, la burocrazia folle e inafferrabile del ministero delle Infrastrutture continua a calpestare il sacrosanto diritto della città di Rieti ad ottenere la messa in esercizio dell'ascensore pubblico di piazza Cesare Battisti”. Dopo aver ottenuto una sentenza di condanna del ministero a provvedere in tal senso e persino al pagamento delle spese processuali, Emili annuncia che “l'amministrazione comunale reagirà all'ennesimo arbitrio subìto” e si rivolgerà nuovamente alla giustizia amministrativa per instaurare un giudizio di ottemperanza, al fine di ottenere la nomina di un commissario e il rilascio dell'ambìto nulla osta all'attivazione dell'impianto elevatore. 


“Non ci arrendiamo – conclude l’assessore - ed anzi andremo fino in fondo, senza trascurare di perseguire le condotte di reato di certi burocrati incalliti, se ve ne sono. Ne va del diritto di una città a conquistare la facoltà di fare uso di un'opera pubblica cui è legata la possibilità di migliorare l'accesso e di rilanciare al meglio la fruibilità del nostro centro storico”. 
L’Ufficio speciale trasporti a impianti fissi ha già negato per due volte il proprio assenso alla messa in funzione dell’ascensore costato finora un milione e 200 mila euro alla collettività. La nota inviata dall’Ustif al Comune segue di due mesi circa un’altra comunicazione con cui l’ufficio ministeriale prendeva atto della sentenza emessa dal Tar il 14 febbraio scorso e rilasciava il nulla osta alla nomina del direttore di esercizio dell’impianto individuato dal Comune.