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Rieti, Cicchetti: "La frase boia chi molla? Nulla a che fare con il fascismo"

L.S.
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Il sindaco Antonio Cicchetti prova a smorzare i toni di una polemica corre veloce sui social indignando bempensanti e gli esponenti del centrosinistra primo fra tutti il segretario nazionale del Pd, Enrico Letta, che su Twitter evoca “un passato che non passa. Inaccettabile e vergognoso” annunciando che “ancora più convintamente nei prossimi giorni sarò a Rieti al fianco di Simone Petrangeli. Per voltare pagina”. Il “boia chi molla” rivolto da Cicchetti ai candidati del centrodestra a darsi da fare in queste ultime settimane di campagna elettorale, ha sconquassato la politica. 

 


“Ma quale fascismo, io citando il motto Boia chi molla, mi sono riferito ai giovani di Reggio Calabria, ai ragazzi che resistettero nel 1970, io sono nato nel 1952, non c'entro nulla con il fascismo - ha spiegato Cicchetti -. Il mio era solo un invito a non mollare in campagna elettorale, un insegnamento ai giovani, a non sentirsi sicuri della vittoria, a non trascurare la campagna elettorale, nulla più. Le polemiche per il richiamo al fascismo? Io non sono neanche di Fratelli d'Italia, io sono di Forza Italia e non era mia intenzione fare riferimento al passato”. Intenzione o meno, resta la frase inopportuna. Sulla questione è intervenuto anche il candidato sindaco Sinibaldi: “Il tentativo di strumentalizzare una frase pronunciata dal sindaco Antonio Cicchetti sta producendo la solita gogna mediatica per screditare il percorso costruito fin qui e provare a recuperare un elettorato moderato che ha già scelto la nostra coalizione. Mie foto a testa in giù e spazzatura varia già girano sui social e stanno riempiendo le bacheche dei nostri avversari che altro non aspettavano che un’occasione per aggredire”.

 


Concetto ribadito dal consigliere regionale di FdI Giancarlo Righini e il parlamentare Trancassini: “Sinibaldi ha parlato di programmi” e accusano il Pd di “ipocrisia”. Per il presidente di Area Rieti, Felice Costini: “Antonio Cicchetti non deve dare spiegazioni, in 30 anni è stato eletto 3 volte sindaco, 2 volte consigliere regionale (a preferenze), ottenendo ad ogni tornata elettorale consensi plebiscitari, da cittadini che ben conoscevano le idee e le origini di una persona che mai ha abiurato la sua storia politica e le sue radici ideologiche”. Per il candidato sindaco Carlo Ubertini il significato delle parole di Cicchetti “non pretende ulteriori commenti e su cui l’intero Paese si sta esprimendo, faccio solo notare due cose: la prima è che l’attuale sindaco, non più interessato ad attrarre consensi su di sé, si ritiene libero di far riemergere la sua vera natura. La seconda è che probabilmente, scivolando sul terreno del ridicolo, si è trattato di un autoriferimento, essendo stato lui il primo ad aver “mollato”. Noi intanto continuiamo a lavorare per unire Rieti" conclude Ubertini.