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Rieti, dal Comune spesi per il commercio solo 4.564 euro

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La ristrutturazione, con conseguente rilancio, dell’ex Mercatone con investimenti previsti di circa 20 milioni, ha riproposto l’annoso tema sull’opportunità o meno di puntare sui grandi centri commerciali per risollevare l’economia locale e in particolare il settore del commercio fortemente penalizzato da una crisi che dura dal 2009 e acuita, per quanto riguarda il Reatino, prima con il terremoto del 2016, quindi con la pandemia (2020) e oggi con l’incertezza decretata dal conflitto in Ucraina. Un tema delicato, divisivo, soprattutto se affrontato in piena campagna elettorale. La giunta Cicchetti, alla vigilia della scadenza del mandato, ha provato a dare una accelerata alla questione ex Zuccherificio con una delibera che ne definisce l’interesse pubblico. Progetto invece osteggiato dai commercianti che temono che la realizzazione possa decretare la morte definitiva delle attività di vicinato e del centro storico. Lo stesso assessore alle attività produttive e candidato sindaco del centrodestra Daniele Sinibaldi si è espresso di recente nel corso di un incontro pubblico confermando “l’importanza del commercio di vicinato e delle attività di strada vera ossatura del nostro tessuto economico: tutelarle e promuoverle è la priorità dell’amministrazione”. 

 

Una priorità, però, non confermata dai fatti. Infatti, secondo OpenPolis, a livello locale i piccoli commercianti esercitano sia in botteghe che nell’ambito di fiere e mercati locali. La legislazione relativa a questo ambito è definita dal dlgs 114/1998, in cui si illustra anche il ruolo che i comuni hanno nel controllo del commercio locale su suolo pubblico. Oltre ad attività di gestione, le amministrazioni possono anche mettere in atto degli interventi concreti a supporto dei commercianti del territorio, con specifiche spese che rientrano all’interno dei bilanci. “All’interno della missione di spesa (bilancio) sullo sviluppo economico e la competitività – spiega Francesco Peluso di OpenRieti che ha elaborato i dati di OpenBilanci -, c’è una voce dedicata al commercio, alle reti distributive e alla tutela dei consumatori. Sono incluse all’interno tutte le uscite legate al sostegno del commercio locale, sia che si tratti di prestiti o sussidi a favore del settore che di promozione di politiche e programmi specifici. Sono comprese anche le uscite per la gestione di mercati rionali e fiere. Inoltre, sono considerati in questa voce anche gli interventi a favore della tutela del consumatore e dell’informazione alla comunità in materia di commercio. Dagli ultimi dati a disposizione (OpenPolis, 2020) risulta che Rieti è tra i capoluoghi di provincia italiani che riporta le spese minori, con appena 10 centesimi di euro pro capite. Un valore che non si discosta molto dagli anni precedenti: 37 centesimi nel 2018 e 38 centesimi nel 2017 (mentre non è disponibile il dato del 2019). In valori assoluti parliamo di 4.564 euro nel 2020, 17.414 euro nel 2018 e 17.989 euro nel 2017. Questi dati fanno di Rieti il capoluogo di provincia che spende di meno in tutto il Lazio.

Nel 2020 Roma ha infatti speso per il commercio locale 7,88 euro pro capite, segue Viterbo con 7,81 euro, Latina con 6,33 euro e Frosinone con 3,52 euro. Anche Terni e L’Aquila, città vicine e facilmente raggiungibili per fare acquisti, hanno valori di spesa superiori a quelli di Rieti. Considerando la spesa pro capite, nel 2020 sono molti i comuni della provincia di Rieti che hanno nei propri bilanci una cifra maggiore rispetto al comune capoluogo” conclude Francesco Peluso di OpenRieti.medium.com. Di fronte a questi dati arriva puntuale la dichiarazione di Leonardo Tosti, presidente di Confcommercio Rieti. 
“Il Comune di Rieti deve fare la propria parte per un rilancio vero del commercio nel territorio - spiega Tosti -. Del resto sono arrivati pochi incentivi e i soldi nelle tasche dell’amministrazione sono pochi. Per il commercio in generale deve essere portato avanti da parte del Comune stesso, un Piano per lo sviluppo sostenibile. Non dimentichiamo inoltre, l’importanza dello spopolamento, dove solo a Rieti nello scorso anno abbiamo perso oltre 600 abitanti” conclude il presidente di Commercio.