Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Rieti, baby bulle perseguitano ragazza di colore a Passo Corese. La polizia cerca le complici

pa. gio.
  • a
  • a
  • a

Gli agenti della polizia di Passo Corese sono a caccia di altri due complici del “branco” che nei giorni scorsi si è reso protagonista di insulti e minacce a sfondo razzista ai danni di una ragazzina di 14 anni, residente nel territorio della Sabina romana, che ha avuto il coraggio di denunciare tutto agli investigatori. Raccontando le vessazioni, gli insulti e le minacce subite, sia dal vivo che attraverso i canali social, e testimoniando contro quattro sue coetanee, che grazie al rapido e tempestivo lavoro d’indagine dei poliziotti coresini ha portato alle quattro denunce a piede libero emanate nei giorni scorsi dalla Procura della Repubblica di Rieti, con accuse che vanno dalla diffamazione agli atti persecutori, aggravati dalla matrice razziale.

 

I fatti, secondo la ricostruzione del posto di polizia di Passo Corese, sarebbero avvenuti in una fermata dell’autobus, dove le ragazzine, tutte residenti nell’hinterland ricadente sotto il territorio della provincia di Roma, sostavano periodicamente per usufruire del trasporto pubblico per recarsi a scuola, e da questa a casa.

 

E’ lì che si sarebbero scatenati gli insulti nei confronti della giovane, accusata soltanto del diverso colore della pelle (la mamma della 14enne è di origini africane, ndr), sia dal vivo che attraverso i canali social frequentatissimi dai giovani. E che avrebbero portato addirittura la 14enne a dover cambiare abitudini di vita. Troppo per i genitori, che si sono armati di coraggio e hanno accompagnato la figlia in caserma, per denunciare tutto. Facendo partire le indagini che ora sono sulle tracce di altre due giovanissime.