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Rieti, sicurezza sul lavoro. Aumentano gli infortuni

S.L.
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Sul posto di lavoro ci si continua ad ammalare e a a far male. Secondo l’Anmil di Rieti le denunce delle malattie professionali sono tornate a crescere rispetto al trend degli ultimi anni. Sono 66 i casi denunciati nel confronto gennaio febbraio 2021/gennaio-febbraio 2022. La provincia di Rieti, insieme a quella di Viterbo, non registra invece infortuni mortali denunciati. A sottolinearlo è il presidente dell’Anmil di Rieti, Enrico Sacconi secondo il quale sono ancora molti i lavoratori che non denunciano questo tipo di patologia che “non è di impatto come gli infortuni traumatici ma che in ogni caso genera problemi e serie conseguenze sul piano delle relazioni sociali e anche legali”. Questanno sono 66 le malattie professionali denunciate contro le 41 dello stesso periodo dello scorso anno. Stesso discorso anche per gli infortuni che ha fatto registrare una variazione rispetto al 2021 del 54% (221 contro i 143 dello scorso anno). 

 


 

“Dietro questi freddi numeri – dichiara il Presidente territoriale Anmil Enrico Sacconi - ci sono le storie di uomini e donne che, in un giorno di lavoro come tanti altri, hanno visto la loro vita cambiare per sempre”. Per Sacconi, dunque “per far sì che vengano rispettate le vite dei cittadini dobbiamo assumerci l’impegno comune di dare una svolta alle politiche in materia di prevenzione, soprattutto ora che la ripartenza delle attività economiche e le difficoltà che la nostra economia sta vivendo rischiano di mettere a repentaglio la salute e la sicurezza dei lavoratori. Occorre spendersi sul serio affinché la sicurezza sul lavoro e la salvaguardia della vita umana siano sempre anteposte alle ragioni della produttività e del profitto e trovino il loro posto naturale al centro di ogni politica di sviluppo economico”. Per l’Anmil, infatti, non è “normale”, infatti, che ai primi segnali di una pur debole ripresa economica corrisponda sempre un parallelo aumento degli infortuni sul lavoro e che a pagarne il prezzo siano sempre i lavoratori, anello debole della catena produttiva”. 

 

“Occorre continuare ad impegnarsi sul serio affinché la sicurezza sul lavoro e la salvaguardia della vita umana siano sempre anteposte alle ragioni della produttività e del profitto e trovino il loro posto naturale al centro di ogni politica di sviluppo economico.
L’Associazione – rimarca il presidente territoriale di Rieti, Enrico Sacconi – continuerà la sua incessante azione nel segnalare e nel combattere per migliorare la prevenzione grazie ai propri strumenti, come ad esempio la ‘Scuola della testimonianza Anmil’ attraverso la quale si formano opportunamente infortunati che danno il proprio contributo esperienziale nelle aziende, e il dialogo ultraventennale con le scuole che mira alla conoscenza del problema infortunistico da parte delle nuove generazioni, quali classi lavoratrici del domani” conclude il presidente Anmil di Rieti, Enrico Sacconi.