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Rieti, tabacco nella Piana. Raddoppiata la produzione

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Monica Puliti
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Quattro ettari, tra sperimentazione e produzione, coltivati a tabacco, rispetto ai 2 ettari dell’anno scorso. Compie passi in avanti il progetto che vuole Rieti “nuova” culla del tabacco oltreché fonte di occupazione, nato nel 2018 per volontà di un gruppo di volenterosi con l’obiettivo di dare vita a un prodotto di alta qualità, il tabacco Kentucky, al fine di realizzare il classico sigaro toscano. L’anno successivo, il 2019, la prima sperimentazione che da allora non si è più fermata e che è stata affiancata, nel 2021, dalla prima produzione di tabacco nella Piana Reatina. Il cammino è ancora lungo considerato che il progetto, a regime, ha l’ambizione di raggiungere in un decennio una superficie coltivata di 50/60 ettari attraverso il coinvolgimento di sempre più attori. Vale a dire aziende agricole riunite nel consorzio tabacchicoltori sabini che nascerà a breve, in concomitanza con la nuova stagione tabacchicola, da maggio a settembre, che inizialmente assocerà 4/5 aziende che, sperano gli organizzatori, negli anni possano diventare sempre di più; un progetto, dunque, aperto a tutti gli agricoltori che intendano investire nella produzione di tabacco e che ha già incassato il “benestare” di Manifatture Sigaro Toscano, leader nazionale nella commercializzazione e non solo di questo prodotto.

 


 

“Al momento – dice l’ideatore Vincenzo Cardellini, oltreché presidente del Cigar Club Rieti – abbiamo stabilizzato una persona e con l’inizio della campagna tabacchicola, che va da maggio a settembre (con le fasi del trapianto, della cimatura e poi della raccolta, che richiedono un lavoro totalmente manuale ndr), avremo bisogno di una decina di unità stagionali”.

 

 

L’ampliamento del progetto della Compagnia Agricola Sabina e di chi, al suo interno, lavora da anni a questa importante iniziativa imprenditoriale, comprende anche un centro di essiccazione a Cantalice – dove già avviene la sperimentazione del tabacco - in modo che tutto il processo di coltivazione e di essiccazione si compia sul territorio. “Siamo in fase di progettazione – aggiunge Cardellini – ed entro l’estate contiamo di poterlo realizzare visto che l’edificio che accoglierà il tabacco da essiccare lo abbiamo già”. Il prodotto di qualità cui si sta lavorando richiede una ricerca continua garantita dalla collaborazione con l’università di Perugia e dall’innovazione tecnologica su cui puntano gli organizzatori.