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Rieti, recupero del circolo di lettura del teatro Flavio. Via libera al progetto

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Superata da tempo la fase relativa al conferimento degli incarichi, i progettisti hanno provveduto all’elaborazione del progetto di recupero del circolo di lettura del teatro Flavio Vespasiano. La novità, recentissima, riguarda il fatto che tale progetto è stato sottoposto al vaglio della conferenza dei servizi finalizzata all’acquisizione dei pareri necessari per l’approvazione della proposta progettuale e che la conferenza ha avuto esito positivo. Superato questo ulteriore step, l’amministrazione comunale-assessorato ai Lavori pubblici si trova nella condizione di poter procedere alla progettazione esecutiva dell’opera e all’approvazione del progetto cui farà seguito l’espletamento della gara d’appalto per riconsegnare alla città questo gioiello “ospitato” all’interno dello scrigno costituito dal teatro Flavio Vespasiano.

 

 

“Si tratta – dichiara l’assessore Antonio Emili – di un intervento di un milione e 50 mila euro per recuperare il circolo di lettura e completare così la più generale opera di rigenerazione urbana del teatro, intrapresa con l’allora ristrutturazione del Flavio Vespasiano cui fece seguito la realizzazione degli spazi funzionali. Senza dimenticare che è in corso l’allestimento del cortile esterno cui si aggiungerà, come ultimo intervento, il circolo di lettura così da completare il processo di recupero del teatro che tornerà finalmente nuovo nella disponibilità dei cittadini”.

 

Le risorse necessarie, vale a dire il milione e 50 mila euro, sono state attinte al portafoglio del Pnrr-Piano nazionale di resistenza e resilienza a sostegno dei comuni del cratere in materia di rigenerazione urbana. Si ricorderà come ben oltre dieci anni fa, da quando è in disuso e chiuso al pubblico, il circolo di lettura fosse uno degli spazi più raffinati della città, destinato agli eventi più diversi: dai balli ai concerti passando per la presentazione di libri, convegni e altro. Finemente arredato, era uno scrigno che ospitava a sua volta la sala degli Specchi, una stanza decorata da grandi specchi sulle pareti e dalla pittura allegorica “Le ebbrezze della musica” di Giulio Rolland sul soffitto. Poi, da oltre 10 anni, quegli spazi patrimonio della città sono stati chiusi al pubblico e aspettano di essere recuperati per tornare ad essere un contenitore culturale. Finalmente, ci si è ricordati che esistono.