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Nucleo industriale Rieti, 22 milioni per il rilancio delle aziende

Monica Puliti
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Immobili industriali dismessi da recuperare e valorizzare. Questo l’obiettivo che ha portato il Consorzio industriale del Lazio a deliberare l’affidamento di incarico a una società specializzata in materia per la ricognizione del patrimonio dismesso, sia di proprietà del Consorzio stesso che di altri soggetti, presso il nucleo industriale Rieti-Cittaducale e di Borgorose, al fine appunto di valorizzarlo.

INDUSTRIE DISMESSE

“Si è partiti da una prima mappatura fatta dai Consorzi di ciascuna provincia, per poi passare a una ricognizione da parte del gruppo di lavoro cui è stato affidato tale compito – dice Angelo Giovanni Ientile, ex commissario del Consorzio industriale di Rieti e ora membro del consiglio di amministrazione del Consorzio laziale con delega alle risorse del Pnrr e comunitarie -, ricognizione cui sono interessati anche i privati per via dell’interesse per interventi in campo energetico”. Parlare di risorse da mettere in campo in vista di questo ambizioso obiettivo è ancora prematuro, mentre ciò che si sta facendo è di provare comunque a programmarle con la Regione Lazio che poi darebbe in gestione quelle risorse direttamente al Consorzio. Un processo, quello appena avviato, che potrebbe regalare una seconda vita a immobili industriali che hanno fatto la storia di questo territorio.

22 MILIONI PER LE IMPRESE

A tanto ammonta la fetta reatina dei 130 milioni stanziati per le aziende laziali all’interno dei Consorzi industriali che ricadono nell’area dell’ex Cassa del Mezzogiorno (il nucleo di Rieti-Cittaducale), gestiti dall’Agenzia per la coesione territoriale del Ministero del Sud, Agenzia più volte sollecitata dal Consorzio laziale per un maggiore coinvolgimento dei territori in modo da porre in primo piano le peculiari esigenze di ciascuno di essi: voucher formativi o attività di ricerca e sviluppo, solo per citarne alcuni. “Noi abbiamo sondato le esigenze delle aree cui sono destinati i fondi – aggiunge Ientile - e le abbiamo comunicate all’Agenzia per la coesione che sta lavorando pur avendo accumulato un grosso ritardo che si sarebbe potuto evitare se questa misura fosse stata gestita direttamente dal Consorzio laziale. Il ritardo – dice ancora – è dovuto ai tempi, dilatati, del decreto direttoriale (del direttore dell’Agenzia) che tarda ad arrivare, anche se recentemente ci è stato assicurato che è ormai questione di poco”.