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Rieti, nuovi parcheggi e ritorno degli uffici pubblici per rilanciare il centro storico

Monica Puliti
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Tre immobili con tre storie importanti alle spalle, che appartengono al vissuto di questa città e del suo centro storico, ma ormai in disuso da anni. Sono l’ex caserma dei vigili del fuoco in via dei Flavi, l’ex banca d’Italia in via Flavio Sabino, in parte occupata dall’Ufficio speciale per la ricostruzione, e l’ex carcere di Santa Scolastica in via Terenzio Varrone. Tre strutture che rientrano, appunto, nel panorama dei complessi immobiliari abbandonati e verso cui si attende, da parte dell’amministrazione comunale, un’azione di impulso e recupero. 

 


 

EX CASERMA VVFF  L’edificio di via dei Flavi, l’ex caserma dei vigili del fuoco, è in disuso dal dicembre del 1981 e cinque anni fa, nel 2017, il sindaco Cicchetti, parlando dell’acquisto dell’immobile da parte dell’Arpa, dichiarava come presto se ne sarebbe capita la destinazione “per ridare la giusta dignità a una zona della città oggi contaminata dalla presenza di un edificio diventato rudere”. Un edificio che l’attuale assessorato ai Lavori pubblici ha posto nel perimetro di applicazione della legge sulla rigenerazione urbana al fine di favorirne il recupero attraverso la leva degli incentivi legati alla facoltà di ampliarne la superficie e di modificarne la collocazione ed anche la destinazione d'uso originaria. Solo pochi mesi fa, a dicembre 2021, i residenti nella zona si rivolsero ai mezzi di informazione chiedendo interventi alle Istituzioni perché, scrivevano, “l’ex caserma dei vigili del fuoco cade a pezzi ed è rifugio per i topi che invadono anche le abitazioni ed entrano dentro casa”.
EX CARCERE  Per l'ex carcere di via Terenzio Varrone è in atto una interlocuzione con il Demanio e il ministero della Giustizia all'esito della quale il Comune confida nella possibilità di guadagnare la disponibilità del cortile interno al complesso, al fine di adibirlo a parcheggio a servizio del centro storico.

 

 

 

EX BANCA D’ITALIA  L'ex sede della Banca d'Italia in parte ospita l'Ufficio speciale della ricostruzione post sisma. “Per il resto – dichiara l’assessore Antonio Emili - è noto l'impegno speso dall'Amministrazione per ricavare all'interno della sede della banca centrale gli spazi da assegnare agli uffici comunali attualmente dislocati altrove. In tal modo contiamo di rafforzare il risultato già raggiunto in tema di riqualificazione della città di un tempo attraverso la riapertura di Palazzo Aluffi, la progettazione del nuovo mercato coperto, quella avviata per il circolo di lettura e l'ex ospedale civile nonché, a mezzo dei 17 milioni di euro della qualità dell'abitare, la riqualificazione di palazzo Javarroni, degli alloggi di via Sant’Agnese, dell'ex Manni di via Garibaldi e dell'intero tessuto del centro storico posto a corredo di tali edifici. Una opera di rigenerazione urbana destinata a ridisegnare il volto della città, nel segno della rinascita dei luoghi che ne hanno scritto la storia”.