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Rieti, pista ciclopedonale in Sabina. Sinistra Italiana: "Andava ampliata quella sul Farfa"

Elisa Sartarelli
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“Il percorso ciclopedonale lungo il Farfa poteva essere più ampio”. Questo il commento del Circolo Bassa Sabina di Sinistra Italiana - Federazione Provinciale Rieti. I sindaci di Montopoli di Sabina e Fara in Sabina, Andrea Fiori e Roberta Cuneo, hanno infatti deciso di associarsi per presentare una richiesta di finanziamento, all'interno del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza). È previsto nel progetto un percorso ciclopedonale ad anello lungo circa 35 km. 

 

Ci sarebbe piaciuto un progetto più ampio, - commenta Sinistra italiana - che avesse coinvolto già nella fase iniziale tutti i comuni che hanno aderito ai due contratti di fiume, quello del Farfa e quello del Tevere. Questo perché riteniamo sia necessaria una visione più ampia e che abbia davvero l'obiettivo di creare un grande percorso ciclabile ambientale e turistico. Inoltre, le conseguenze non sarebbero positive solo per i turisti, perché potrebbe innescare un processo virtuoso per la mobilità sostenibile anche per i residenti. La linea ferroviaria Orte-Fiumicino, infatti, corre parallela al corso del fiume e, al momento, quasi nessuna stazione di quella linea nel nostro territorio consente a persone con difficoltà motorie, o perfino semplicemente con una valigia a rotelle, di prendere il treno, per andare al lavoro, a Roma o all'aeroporto internazionale”. Sinistra Italiana pensa anche al futuro: “Segnaliamo la necessità di prevedere fondi per la manutenzione ordinaria dell’opera, una volta realizzata, per evitare l'incuria in cui si trova il tratto di pista ciclabile esistente tra Granica e la centrale Enel. Come Sinistra Italiana, come sicuramente a tante amministratrici e amministratori, ci interessa molto più rendere migliore la vita nelle nostre comunità che tagliare un altro, ennesimo, nastro di inaugurazione".

 

Il circolo fa inoltre presente come in passato sia mancata una visione d'insieme e al taglio dei nastri non sia seguito un circolo virtuoso per la comunità. “Per questo temiamo che anche stavolta sarà così; vista la natura competitiva del bando che si rifletterà in una mancanza di efficacia di fondi che pure si prospettano rilevanti per il nostro territorio. Purtroppo, però, stiamo sperimentando l'assenza di visione della giunta provinciale, l'incapacità di coordinare le politiche e di sfuggire alle logiche clientelari. Invitiamo pertanto amministratori e amministratrici a costruire tavoli di confronto stabili, per superare insieme i limiti normativi, economici e istituzionali. La partecipazione dei cittadini può essere un elemento fondante di tutti i progetti di rigenerazione, - concludono - perché capace di mettere a frutto la ricchezza di relazioni che le nostre comunità possiedono”.