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Guerra, in provincia di Rieti già accolti 400 profughi ucraini

Marco Staffiero
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Si moltiplicano di giorno in giorno le persone, che fuggono dall’atrocità della guerra in Ucraina. Le testimonianze, che arrivano testimoniano con cruda realtà, il dramma che il popolo ucraino sta vivendo in questi giorni. I continui bombardamenti, stanno spingendo la cittadinanza a fuggire, per trovare riparo in altri paesi. In tutta la provincia, con il passare delle ore si moltiplica l’arrivo dei profughi. Dall’altra parte, la grande macchina organizzativa in nome di una solidarietà senza confine, ha coinvolto senza mezzi termini tutto il reatino, trovando tanta partecipazione da parte dei cittadini.

 

 

 

“Sono circa 400 le persone rifugiate provenienti dall'Ucraina sul territorio della provincia di Rieti – ha dichiarato il presidente della Provincia, Mariano Calisse, sui dati dei rifugiati nel territorio provinciale - famiglie scappate dall'orrore della guerra che hanno scelto l'Italia e poi la nostra provincia per vivere una vita più tranquilla. Il buon cuore dei reatini è stato da subito ben visibile, in tanti hanno aperto le porte della propria casa per accogliere le persone in fuga. Per non parlare delle tantissime iniziative di solidarietà che da Rieti sono partite: l'iniziativa della mensa di Santa Chiara, solo a titolo d'esempio, ma anche la raccolta del Comitato della Croce Rossa di Rieti in collaborazione con gli studenti del Rosatelli che si sta svolgendo oggi e che proseguirà domani e i tanti bambini delle scuole che hanno voluto dare un segno di pace afferendo striscioni al di fuori dei propri istituti”.

 

Tante iniziative, associazioni scese in campo per soddisfare le richieste di aiuto dei profughi. Proprio a Rieti in via Cintia 102, lunedì è stato aperto, presso la sede dell’Ufficio diocesano per le Comunicazioni Sociali, un Info Point organizzato dalla Caritas diocesana di Rieti in collaborazione con la comunità ucraina presente in città per affrontare l’emergenza. In soli 4 giorni, da parte dei cittadini reatini ci sono state 20 offerte di ospitalità in alloggi privati, ovviamente gratuiti. In alcuni casi offrendo anche il vitto. Un grande esempio di solidarietà incondizionata, che viene sottolineata dalle parole del direttore della Caritas di Rieti, don Fabrizio Borrello: “I profughi ucraini, che stanno fuggendo dalla guerra sono in continuo aumento. La cittadinanza sta rispondendo, con grande esempio di amore verso il prossimo e la macchina organizzativa nel segno della solidarietà sta funzionando”. 
Intanto ieri si è tenuta in Prefettura una nuova riunione di coordinamento nel corso della quale, tra l’altro, è stato chiesto supporto anche alla Protezione Civile regionale soprattutto in caso di afflussi significativi ed improvvisi che il territorio non riesca immediatamente ad assorbire. I sindaci auspicano l’adozione di provvedimenti normativi che prevedano forme di contribuzione da elargire ai comuni o direttamente ai cittadini ucraini per una autonoma sistemazione alloggiativa.