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“Topi e lavatrici rendono un inferno vivere dentro le soluzioni abitative”

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Monica Puliti
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Grandi e piccoli problemi nelle soluzioni abitative di emergenza. La denuncia arriva dal comitato civivo “3e36”. "Le Sae consegnate alle popolazioni terremotate di Amatrice e Accumoli rappresentano l'ennesimo esempio di come le soluzioni imposte dall'alto, senza l'indispensabile coinvolgimento delle popolazioni interessate, portino al disastro annunciato" tuonano dal comitato. Tra i problemi più sentiti c'è quello dei roditori: "Bucano il materiale con cui l'isolamento delle condutture idriche è stato 'pensato' e i cittadini devono intervenire per mettere in sicurezza le tubature privatamente". Altro nodo di non poco conto è quello delle lavatrici, con le vibrazioni prodotte che si ripercuotono anche sui vicini, simulando addirittura un effetto terremoto. "Innumerevoli sono i problemi grandi e piccoli che gli assegnatari devono affrontare quotidianamente e che vanno ad accrescere il disagio di chi già ha perso la propria casa”. Il comitato 3e36 denuncia quindi “l'ennesimo intervento ‘tempestivo' (ammesso che 16 mesi configurino davvero una risposta tempestiva) realizzato in modo pressappochista e una politica che ‘tappa i buchi' alla meglio dimenticandosi di immaginare i bisogni delle persone vere”. “In questo caso, come in molti altri - dicono ancora - sarebbe bastato condividere progetti, messa in opera, siti di realizzazione: le popolazioni locali sono depositarie di conoscenze e competenze che, visti i fatti, sono esattamente ciò di cui avrebbero bisogno decisori politici e attuatori per rendere ogni scelta o intervento davvero risolutivi". Il comitato 3e36 ha inviato una missiva dettagliata a Comune, Regione, al Cns (ditta fornitrice delle Sae) e al commissario alla ricostruzione, Paola De Micheli. Sotto la lente d'ingrandimento anche il recente regolamento per l'utilizzo delle casette e delle aree comuni, approvato dal Comune: il comitato chiedeva maggiore partecipazione e condivisione con le associazioni e i cittadini per la redazione dello stesso. Infine un'altra esigenza espressa dai cittadini è quella relativa a un'eventuale copertura della veranda delle abitazioni per consentire di creare uno spazio riparato per l'inverno. Una soluzione attualmente vietata dal regolamento comunale. Marzio Mozzetti