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Guerra, accoglienza dei profughi ucraini in Sabina. Ma molti comuni sono in difficoltà

T.B.
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E’ un flusso continuo di famiglie in fuga dalla guerra in Ucraina. Arrivano a decine ogni giorno accolti da parenti e amici che risiedono nel Reatino da anni. Mamme con bambini e uomini al di sopra dei 60 anni perché i più giovani vengono trattenuti in Patria a combattere. In Sabina, come nelle altre zone della provincia, i Comuni sono al lavoro per gestire i nuovi arrivi anche se, la loro sistemazione è per lo più assicurata nelle abitazioni ei familiari. A Fara in Sabina sono oltre 30 le persone accolte come a Poggio Mirteto dove invece sono 20 gli ucraini arrivati. Altri 10 a Magliano Sabina mentre a Castelnuovo di Farfa sono stati accolti proprio nella giornata di ieri sabato 12 marzo.

 


 

“E’ la prima famiglia ucraina in fuga dalla guerra che accogliamo, si tratta di una giovane mamma con i loro figli - racconta il sindaco Luca Zonetti -. Anche se molto provati stanno tutti bene, ho potuto verificare le loro condizioni e dare loro un messaggio di solidarietà e accoglienza da parte della nostra comunità. Da oggi abbiamo issato vicino alla bandiera europea la bandiera della pace in segno di solidarietà verso il popolo ucraino”. In paese tanta è stata la gara di solidarietà: “Da qualche giorno - continua Zonetti - sto ricevendo diverse adesioni in merito alla disponibilità di abitazioni per accogliere cittadini ucraini; non avevo dubbi della solidarietà dei miei concittadini”. 

 


 

Castelnuovo di Farfa, infatti, era stato uno dei primi Comuni ad emettere un pubblico avviso alla cittadinanza, in merito “alla disponibilità di ospitare cittadini ucraini in fuga dalla guerra in alloggi idonei o pronti all'uso”.  Ovviamente è opportuno sottolineare che “i cittadini ucraini beneficiano del regime di esenzione dell'obbligo di visto per fare ingresso nel territorio UE e, considerata la difficile situazione in atto, potrebbero accedere anche senza documenti di identità” precisa i sindaco Zonetti.
Per quanto riguarda il resto della provincia resta difficile fare una stima esatta degli arrivi anche perché muovendosi autonomamente sarà compito delle stesse famiglie che li ospitano comunicare al Comune di competenza il loro arrivo. Per far fronte alle spese di accoglienza (gas, luce, vestiario, medicine e alimenti) si stanno organizzando raccolte di denaro o spettacoli il cui ricavato servirà proprio a questo. Intanto l’Anpci (Associazioni nazionale piccoli comuni italiani) ha chiesto al governo sostegno nella gestione dei nuclei familiari in fuga dalla guerra. I sindaci non possono infatti intervenire in maniera diretta in attesa di disposizioni dal governo ma in ogni caso si stanno organizzando nel reperire abitazioni da destinare ai profughi.