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Guerra in Ucraina, primi profughi arrivati a Rieti accolti nel Cicolano

Francesca Sammarco
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Sono arrivati a Marmosedio, frazione di Fiamignano, ieri mattina alle 7 dopo un viaggio di cinque giorni a dir poco rocambolesco. Sono partiti da Bila Tserkva (il nome significa chiesa bianca), un paese di 300 mila abitanti nel distretto di Kiev (precisamente a 70 chilometri da Kiev) dove Olga, 34 anni, figlia di Natalia, compagna di Aldo di Marmosedio, è avvocato.

 

Olga è partita insieme al marito, alle figlie di 24 e 18 anni e al fidanzato di una delle figlie, con lei la famiglia della sua collaboratrice allo studio legale insieme al marito e a tre minori (due di 10 anni e uno di 4). Sono in totale 10 persone, due nuclei familiari, che sono fuggite su due macchine appena hanno iniziato a bombardare, portando con sé solo i soldi che avevano in casa. Al confine con l’Ungheria ci sono stati problemi, perché dall’Ucraina non fanno uscire uomini sotto ai 60 anni e il gruppo è rimasto bloccato un giorno alla frontiera.

 

Hanno avuto l’autorizzazione solo perché un ragazzo era convalescente e c’erano tre minori da accudire. Non è voluta partire la mamma di Natalia, 82 anni, nonna di Olga, che è rimasta con l’altra figlia e altri parenti nella casa di campagna “Sono nata e cresciuta sotto le bombe, morirò sotto le bombe” ha detto risoluta: appena sentono i primi colpi aprono la botola e si rifugiano nello scantinato che hanno molte case di campagna, all’interno stesso dell’abitazione, sotto al pavimento, adibito solitamente a cantina per la conservazione delle provviste. Il gruppo è stato accolto con grande calore e solidarietà da tutta la comunità di Fiamignano, dove in tempi di pace Olga è venuta spesso a trovare la madre e il compagno Aldo (che fa il tassista a Roma). 

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