Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Guerra, il racconto degli ucraini in città: “Mia madre svegliata dalle bombe”

Esplora:

  • a
  • a
  • a

L’invasione russa in Ucraina è realtà. Il presidente russo Vladimir Putin ha esortato le forze ucraine a consegnare le armi e “andare a casa”. Alle 6 del mattino di ieri è arrivata la dichiarazione di guerra. L’arrivo del missile sull’aeroporto e l’esplosione nello scalo di Ivano-Frankivsk, non lontano dal confine con la Romania, apre la strada ad una guerra, che coinvolgerà gran parte del pianeta. Nella notte alcuni aeroporti dell’Ucraina sono stati chiusi. Sono gli scali internazionali di Kharkiv e di Dnipro. Le chiusure per i timori di un attacco su ampia scala da parte della Russia. Le reazioni da parte degli ucraini presenti a Rieti, sono state immediate. Paura, tensioni sono le sensazioni, che si avvertono a primo istante quando ascoltiamo due testimonianze. Tiziana a 49 anni da circa 22 anni vive a Rieti, con i suoi due figli. Ha un diploma in ragioneria e per arrivare a fine mese svolge lavori di pulizia nelle abitazioni.

 

 

“La mia città di origine è Kolomyja, una cittadina di circa 50.000 abitanti. Non posso non trattenere il mio dolore, la mia paura verso quello che sta accadendo nella mia terra, così lontana, ma anche così vicina. Questa mattina sono stata svegliata da una telefonata, che mai avrei voluto ricevere. Mia madre mi avvertiva che era iniziata la guerra. Sono scoppiate delle bombe a 5km da noi. Le sirene di allarme, con il rumore degli aerei che sorvolavano il cielo, disegnano per noi ucraini un momento difficile per la nostra storia. Ci sono stati già i primi morti, di un conflitto che avrà delle ripercussioni grandi. La tensione è alle stelle, è possibile che manchi l’elettricità e già da adesso rimane quasi impossibile poter ritirare dei soldi in una banca. In Ucraina non vive solo mia madre, ho dei parenti, con due amatissimi nipoti. Sarà mio interesse dare supporto ai miei fratelli ucraini in queste ore di angoscia. Durante la giornata ci sentiamo in continuazione, con ogni strumento. Le immagini che arrivano dagli organi di informazione tendono a sminuire. La situazione è davvero difficile ed allarmante”.

 

 

Le sensazioni di giustificata paura, coinvolgono anche Hanna una studente di 18 anni nata a Rieti. In città vive con la sua famiglia di origine ucraina. “La guerra non può essere una soluzione. Sono senza parole e seriamente preoccupata di quello che sta accadendo nella mia terra di origine. Penso ai miei coetanei, ai miei tanti parenti costretti a vivere un conflitto. Nessuno può prevedere cosa accadrà nelle prossime ore. Spero solo, che l’intelligenza, l’amore e il buon senso prevalgano su tutto, in modo che il fuoco cessi subito per il bene di tutti”.