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Rieti, sanità. Pazienti si curano fuori regione, l'associazione Nome contro Sinibaldi e Di Berardino

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Sanità, attacco bipartisan di Nome Officina Politica: nel mirino il candidato del centrodestra, Daniele Sinibaldi, e quello delle primarie del centrosinistra, Claudio Di Berardino.

 

 

Dopo cinque anni a braccetto con il direttore generale Marinella D’Innocenzo, dopo la surreale convocazione in consiglio comunale del Natale 2020 per scambiarsi gli auguri natalizi, il vicesindaco e candidato sindaco Sinibaldi scopre dalla rassegna stampa (parole sue) che una larghissima fetta di reatini sono costretti a recarsi fuori provincia per ottenere i servizi sanitari negati a Rieti. Il candidato afferma che non è necessario ricorrere a statistiche o ad altri approfondimenti, per verificare lo stato dei servizi sanitari. Gli consigliamo di andarsi a rileggere le dichiarazioni e riconsiderare le azioni di coloro, come Nome Officina Politica, che sostituendosi ad amministratori e consiglieri, hanno ormai da anni puntato il faro sulla conduzione della Asl, proprio con dati e fatti alla mano e non in base a “chiacchiere” in campagna elettorale a tre mesi dalle elezioni. È evidente che Sinibaldi sapesse da tempo che la gestione Asl era ed è negativa, ma finora gli è convenuto non parlare o peggio ancora flirtare con la sua dirigenza ad ogni occasione utile. Questa trasversalità era sospetta, Nome la denunciò già quasi due anni fa e il sindaco ci tacciò di “insetti”. 

 

 

Poi l’affondo si sposta a sinistra. “Non sorprende tanto il cambio repentino di Sinibaldi (ampiamente prevedibile), quanto il Pd ed il suo candidato Claudio Di Berardino, che proprio in questi giorni a ridosso delle primarie è alacremente all’opera con la dirigenza Asl (dandone testimonianza sui social), ma non la difende. Ne comprendiamo le motivazioni. Non è facile difendere l’indifendibile e se anche si trovasse il coraggio, ormai non converrebbe e sarebbe un boomerang: ormai il Pd è fuori tempo massimo e i reatini sulla sanità stanno con Sinibaldi, al quale perdoneranno incoerenza e opportunismo” conclude la nota di Nome Officina Politica.