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Rieti, Covid in carcere. Sospese le visite nel penitenziario di Vazia

Lu. Spa.
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All’interno della casa circondariale è scoppiato un focolaio Covid “incontrollato” come tengono a precisare alcuni detenuti tramite i loro avvocati.  A raccontare quello che stanno vivendo ospiti, agenti e personale all’interno del carcere di Vazia è, infatti, un detenuto (G.P.) attraverso gli avvocati Lorenzo La Marca e Massimiliano Kornmuller del foro di Roma. “Il nostro cliente attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Rieti - spiega l’avvocato La Marca - vuole denunciare le gravissime condizioni poste in essere dalla epidemia di Covid nei luoghi di detenzione. In particolare, presso la Casa circondariale di Rieti l'epidemia di Covid è fuori controllo, sono stati sospesi i colloqui con i familiari ed in modo alquanto più grave sono stati sospesi i colloqui con i difensori a causa della epidemia Covid che oramai ha raggiunto tutte le sezioni”.

 


L'avvocato Lorenzo La Marca fa saper inoltre che il suo assistito gli ha riferito “che grazie ad un immediato intervento dell'amministrazione penitenziaria, è stata completamente chiusa la sezione dove era detenuto, ma in totale assenza di posti disponibili è stato inserito in una cella con 4 persone di soli 10 metri quadrati. La condizione carceraria è oramai definitivamente al collasso, nulla posso fare gli agenti di polizia penitenziaria e gli stessi dirigenti dell'amministrazione penitenziaria in relazione ad una condizione epidemiologica oramai completamente fuori controllo”.

 


“Secondo il racconto del mio cliente - continua l’avvocato La Marca - al momento del trasferimento in altra sezione e cella, condizione emergenziale in assenza di luoghi idonei, è stato inserito giovedì scorso in una cella dove uno dei componenti era positivo al Covid, lo stesso mio cliente oggi con un colloquio telefonico ha comunicato che per causa della commistione tra positivi e negativi tutti i membri della sua cella sono diventati positivi”. Per questo motivo il detenuto G.P. ha dato incarico ai propri difensori affinché comunicassero le gravissime condizioni epidemiologiche della Casa circondariale di Rieti “tali condizioni allo stato attuale in assenza di alcun intervento urgente del Ministro o legislativo impedisce i detenuti di poter vivere dignitosamente nel rispetto dei propri diritti” conclude Lorenzo La Marca che insieme a Massimiliano Kornmuller difende il detenuto.