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Rieti, elezioni comunali. Articolo 1 lancia Di Berardino. Primarie del centrosinistra forse il 6 marzo

Luca Feliziani
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La macchina del centrosinistra si è messa in moto per organizzare le primarie tra i due candidati Claudio Di Berardino e Simone Petrangeli. Ieri, giovedì febbraio, lunga riunione dei partiti nella sede cittadina del Pd che si e protratta fino a tarda sera. Al primo punto all’ordine del giorno la data delle primarie. Si era parlato nei giorni scorsi del 27 febbrario, ma con ogni probabilità l’appuntamento slitterà di una settimana. Tante le cose da fare, ad iniziare dalla composizione del comitato promotore che dovrà poi mettere a punto una lunga serie di iniziative previste dalla consultazione popolare. Per questo i partiti sono orientati a spostare la consultazione a domenica 6 marzo. Nei prossimi giorni poi i due candidati dovranno sciogliere le loro riserve.

 

 

Per Claudio Di Berardino l’ufficialità arriverà nelle prossime ore, forse già nella giornata di domani. L’assessore regionale ormai ha fugato i dubbi sulla sua candidatura a sindaco per le primarie del centrosinistra contro l’ex sindaco Simone Petrangeli. Restano però alcune perplessità dentro Articolo Uno. Non certo sulle capacità dell’assessore regionale “il meglio che il centrosinistra potesse mettere in campo”, quanto sull’accoglienza avuta da alcune forze del centrosinistra “siamo perplessi, di fronte ad una candidatura del genere ci saremmo aspettati una convergenza sia del terzo polo che dell’ex sindaco Petrangeli”. Le parole sono quelle di Alberto Manzini, coordinatore provinciale di Articolo Uno, partito da cui proviene Claudio Di Berardino. “Sinceramente quando abbiamo pensato a Di Berardino come candidato sindaco avevamo in mente una coalizione ampia e unita intorno a lui. Una figura di prestigio a livello regionale, con una storia fatta di relazioni, conoscenze e competenze. Ma così non è stato. Sono rimasto perplesso dalle scelte fatte dal terzo polo e dall’area intorno a Petrangeli che non hanno raccolto l’invito. E’ servito alla fine il gesto generoso di buon senso dello stesso Di Berardino che ha detto sì alle primarie per permettere alla coalizione di ricompattarsi nella sfida al centrodestra. Perché l’unico obiettivo di Claudio e nostro è quello di vincere le elezioni e governare la rinascita della città”. 

 

Manzini ha anche mal digerito alcune critiche arrivate a Di Berardino sulla sua scarsa presenza in città in questo periodo di campagna elettorale. 
“Claudio in queste ultime settimane ha ascoltato molte persone, cercato di capire le problematiche del territorio ed ha avuto rapporti stretti con tutte le realtà della città, senza sbandierare nulla. Mi fa sorridere che questa critica sulla poca presenza di Di Berardino sia arrivata da quelli che sono stati presenti ogni giorno in città negli ultimi 20 anni portandola alla situazione di crisi in cui si trova ora. Assurdo”. 
Poi il coordinatore provinciale di Articolo Uno prova a guardare al futuro. “Per la nostra città si potrebbe aprire un futuro di crescita e di sviluppo grazie ai fondi che arriveranno dal Pnrr. Occorrono però competenze e professionalità e una visione complessiva del nostro territorio. Competenze e professionalità che Di Berardino sicuramente ha grazie al suo lavoro di sindacalista prima e assessore regionale poi che gli hanno permesso negli anni di conoscere bene le istituzioni con le quali il futuro sindaco si dovrà interfacciare. Lui sarà in grado di fare rete, mettere insieme tutti gli attori protagonisti del territorio. Così come è stato per il nuovo ospedale e l’università, bisogna riproporre una nuova idea di sviluppo ‘leggero’ e altamente qualificato legato alla transizione ecologica e all’innovazione tecnologica. Lui è l’uomo giusto al momento giusto. Infatti bisogna far diventare Rieti una città europea, non farla restare la cenerentola del Lazio”.