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Rieti, turismo. I dati Istat da bocciatura: città fanalino di coda

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Il tema del turismo rischia di diventare terreno di scontro elettorale. A sferrare l’attacco al neo candidato sindaco del centrodestra e attuale assessore al Turismo (oltre che vicesindaco) Daniele Sinibaldi è Rieti in Comune che sventola gli ultimi dati Istat (riferiti al 2020) che per l’appunto bocciano Rieti proprio nel settore sul quale l’amministrazione Cicchetti ha fortemente puntato in questi ultimi 5 anni. Secondo i dati Istati, la provincia di Rieti si attesta infatti al quartultimo posto nazionale per quanto riguarda il tasso di turisticità indicatore che misura il rapporto tra le presenze dei turisti nelle strutture ricettive e il numero di abitanti del territorio. Rieti con un tasso pari a 0,43 presenze per abitante fa meglio solo di Enna, Avellino e Benevento e peggio di altre 103 città. 

 


 

“È di questi giorni la notizia della chiusura di alcune attività storiche sul Terminillo, che vanno ad aggiungersi a una lunga lista di altri servizi che avevano già lasciato la montagna, dal bancomat alla farmacia, per non parlare dei continui problemi relativi al funzionamento degli impianti - fanno sapere per il gruppo di Rieti in Comune Alessandro Fusacchia, Giovanni Ludovisi, Rosella Volpicelli, Stefano Signorini, Emanuele Martini, Pietro Signorini ed Emanuele Festuccia -. A fine anno era stata invece la prolungata chiusura del museo civico a destare più di qualche perplessità, sia per il tempismo, avvenuta proprio durante le festività natalizie, che per il modo in cui è stata comunicata, con tanto di cartello stampato e date corrette a penna. Sarebbero solo piccoli ma significativi segnali - gli ultimi in ordine di tempo – di una città da anni 'abbandonata' a se stessa e caratterizzata da troppi, inconsistenti, annunci, se non fossero anche il biglietto da visita per il turista che decide di trascorrere qualche ora o giorno a Rieti”.

 

 

Quindi l’analisi sui dati Istat che suonano come una bocciatura per Rieti. “Per i non addetti al settore, il tasso di turisticità è un indicatore che misura il rapporto tra le presenze dei turisti negli esercizi ricettivi (alberghieri o complementari) e il numero di abitanti di un dato territorio - spiegano -. Si tratta quindi di un indicatore importante perché non si basa su numeri assoluti, ma tiene conto delle differenze demografiche tra i vari territori. Non andava molto meglio in epoca pre-Covid, con un tasso di turisticità pari a 0,70 nel 2019 (terzultimo posto nazionale), 0,72 nel 2018 (quartultimo posto nazionale) e 0,68 nel 2017 (quartultimo posto nazionale). Risultati, quelli ottenuti da Daniele Sinibaldi, ricordiamo assessore al turismo del comune capoluogo di provincia, inferiori rispetto a quelli delle precedenti giunte”. Rieti in Comune è convinta che Rieti abbia tanti elementi di attrattività turistica da valorizzare “a partire dal centro storico, la Valle Santa, il Terminillo e i laghi. Siamo altrettanto convinti che la politica degli annunci, la mancanza di visione, e le iniziative di scarso impatto o eccessivamente lontane dalla realtà, stiano facendo scomparire Rieti dalla mappa del turismo nazionale e internazionale. A bocciare l’operato del candidato sindaco Daniele Sinibaldi non è solo Rieti in Comune, ma i risultati, oggettivi, ottenuti in quasi 5 anni di amministrazione della città” conclude la nota del gruppo di Rieti in Comune.