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Rieti, alluvione del 2021. La Piana è ancora in attesa dei ristori

Lu. Spa.
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Per residenti e agricoltori della Piana reatina, il ricordo di quei giorni da incubo vissuti è ancora ben vivo. Ad un anno esatto dall’esondazione del fiume Turano la situazione è tornata alla normalità anche se i danni, al netto dei disagi vissuti, hanno finito con il condizionare la vita dei residenti e delle imprese agricole. Alcune aziende ancora faticano a rialzarsi mentre alcune famiglie hanno potuto far ritorno a casa dopo mesi. L’acqua tracimata dagli argini ha invaso le campagne distruggendo coltivazioni e mettendo in ginocchio le aziende agricole costrette a trasferire il bestiame per evitare che morisse affogato. E i segni di quell’alluvione sono ancora tangibili in prossimità dell’argine dei corsi d’acqua. Tecnici e operatori della Protezione civile hanno stimato danni per 7 milioni.

 

Il sindaco Cicchetti aveva subito chiesto la dichiarazione di calamità naturale e altrettanto ha fatto la Regione nei confronti del Governo ma nulla si è saputo. Le spese sostenute dai Comuni (anche Greccio, Rivodutri e Contigliano) interessati dall’alluvione per l’ospitalità negli alberghi delle famiglie evacuate non sono state ristorate. Coldiretti aveva ipotizzato 1,5 milioni per le coltivazioni andate distrutte ma a questa cifra, secondo la Protezione civile del Comune di Rieti andavano aggiunte quelle relative ai danni a infrastrutture come strade, piloni delle linee telefoniche e centraline dell’Enel andati in tilt in quei giorni. Del resto solo a Rieti i danni sono stati ingenti nonostante il grande lavoro svolto sostenuti anche dalla Protezione civile del Lazio e di altre province. L’alluvione come si ricorderà fu causata dalle abbondanti piogge, dalle nevicate in quota e dall’apertura delle paratie della diga del Turano per abbassare il livello del lago che aveva raggiunto limiti di allerta. E proprio l’acqua fatta fuoriuscire avrebbe contribuito ad ingrossare i fiumi e i torrenti che non avrebbero retto alla portata tracimando in più punti sulla Piana Reatina. Sulle responsabilità nella gestione dell’emergenza idrica la Procura di Rieti ha aperto anche un fascicolo.

 

In questi giorni la Regione ha finanziato interventi per 2 milioni per la messa in sicurezza dei corsi d’acqua. Per il vicesindaco Daniele Sinibaldi e l’assessore alla Protezione civile, Onorina Domeniconi si tratta di “lavori necessari ma ci auguriamo che per il futuro, a differenza di quanto avvenuto in passato, gli interventi di manutenzione da parte della Regione possano essere svolti in modo programmato al fine di mitigare gli eventi di piena e tutelare l’incolumità pubblica. Inoltre, è bene ribadire che, oltre alla manutenzione ordinaria, sono necessari anche interventi urgenti di mitigazione del rischio esondazione anche per valorizzare l’area del tratto urbano del fiume Velino a fini turistici e di fruizione sociale. Cogliamo l’occasione, infine, per ricordare alla Regione Lazio l’assoluta necessità che il territorio della Città di Rieti ottenga i finanziamenti adeguati per ristorare i tanti privati che a causa delle piene del 2021 hanno subito ingenti danni” concludono Sinibaldi e Domeniconi.