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Rieti, edilizia: nel cratere imprese in crisi per mancanza di adeguata liquidità

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Le imprese edili del Reatino coinvolte nei lavori di ricostruzione post sisma si trovano ad affrontare, in seguito al sopraggiungere del Superbonus al 110% e unitamente a Sismabonus ed Ecobonus, ulteriori problematiche nell'emanazione del SAL (il documento di Stato avanzamento lavori) e di conseguenza nell'ottenimento dalle committenze, della liquidità necessaria per far fronte all'aumento dell'importo finale delle opere appaltate. Una situazione ancor più aggravata dall'impennata dei costi dei materiali e nella difficoltà di reperimento. In particolare la questione scaturisce non tanto dai SAL relativi al Superbonus, ma da quelli dei lavori eseguiti per la riparazione di danni lievi, la cui committenza spetta all'Ufficio speciale ricostruzione del Lazio. Secondo le norme, la liquidazione dei lavori per danni lievi avviene al raggiungimento del 50% dei lavori e poi alla conclusione degli stessi.

 

 

“Queste somme possono essere liquidate solo quando saranno terminati anche i lavori oggetto di agevolazioni fiscali - sottolinea Roberto Bocchi, presidente di Ance Rieti -. Perciò l'impresa si trova ad anticipare, oltre ai capitali per gli interventi post sisma già in essere, anche quelli per completare i lavori relativi al Superbonus. Con le lungaggini burocratiche con cui facciamo i conti, si va ben oltre i 60 giorni per ottenere la cessione del credito ai soggetti preposti. Quindi, in seguito alla liquidazione del SAL una volta superato il 50% dei lavori appaltati, l'impresa prosegue nell'esecuzione di quelli mancanti. Però, nel frattempo il committente esprime la possibilità di aderire al Superbonus, che all'inizio non c'era. Così, una volta emessa l'apposita variante per aderire alle nuove agevolazioni, l'importo totale aumenta, aggiungendosi anche gli incentivi di Sismabonus ed Ecobonus”.

 

 

Per completare l'appalto, l'impresa è costretta ad anticipare ulteriori somme per arrivare alla liquidazione dei SAL Superbonus, mentre i capitali investiti per le lavorazioni ai danni lievi da sisma saranno recuperati solo all'emissione del SAL finale, che potrà avvenire solo al termine di tutte le tipologie di lavorazioni. Tutto questo può determinare la rinuncia dell'impresa all'esecuzione delle lavorazioni di variante, in quanto otterrebbe la liquidazione degli importi per i lavori post sisma soltanto dopo aver completato le lavorazioni previste negli interventi del Superbonus. “Viste anche le difficoltà e le tempistiche per le imprese ad aderire alle agevolazioni fiscali - prosegue Bocchi - esiste il rischio di rinuncia dell'appalto o il fermo dei cantieri e concreta possibilità di fallimento. Chiediamo pertanto - conclude il presidente Ance Rieti - la possibilità di inserire nelle procedure di liquidazione un SAL straordinario, ad oggi non contemplata, per le lavorazioni eseguite e previste unicamente per la riparazione dei danni causati dal sisma, al fine di dare una considerevole copertura economica dei capitali investiti dall'impresa. Questo permetterebbe di continuare gli interventi di variante fino al completamento dei lavori commessi”.