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Rieti Covid, in quarantena il 20% dei lavoratori. Allarme delle aziende

Monica Puliti
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Contagi e quarantene stanno mettendo in difficoltà le aziende del territorio, già alle prese con i rincari di luce, gas e materie prime. Non bastasse dunque la variante Omicron, che ha lasciato a casa milioni di italiani, le imprese fanno i conti con aumenti dei costi di produzione come mai si erano registrati da decenni a questa parte. Secondo le associazioni di categoria reatine almeno due lavoratori su dieci sono a casa in quarantena.

 

“Omicron si fa sentire eccome – commenta il presidente di Unindustria Rieti e amministratore della Phoenix Electronic System srl, Alessandro Di Venanzio -, purtroppo nel settore manifatturiero il lavoro agile non aiuta ed anche nel Reatino si segnalano assenze dal lavoro pari circa il 10%. Un problema – dice ancora – che si aggiunge agli ingiustificati rincari delle bollette dell’energia, del gas e delle materie prime; speriamo che la somma delle due problematiche non vada a frenare quei forti e decantati segnali di ripresa”. E poi una disamina degli effetti socio-sanitari prodotti dalla variante: “In molti uffici si è tornati al lavoro agile ed aumentano le classi in Dad; nella nostra regione abbiamo più di 250 mila positivi, un numero a cui si aggiungono le quarantene, specie degli studenti, che spesso costringono a casa i genitori. Un vero effetto domino con la ripartenza dello smart working e con bar, ristoranti e locali serali che rientrano nel tunnel della crisi”. Vita difficile, a causa di contagi e quarantene, anche per il settore dell’artigianato con “alcune aziende, le più piccole per dimensioni, costrette a sospendere le attività” dice la direttrice della Cna Rieti, Enza Bufacchi. “In alcuni casi infatti, persone che lavorano fianco a fianco si sono ammalate e le restanti si sono dovute comunque mettere in isolamento. Ora però – aggiunge - la situazione sta lentamente migliorando e la preoccupazione di imprenditori per il Covid è stata soppiantata da quella per l’aumento del costo dell’energia, dei carburanti, delle materie prime e dei semilavorati. In molti avevano previsto un miglioramento della congiuntura, ma così non è stato. A me non piace lanciare allarmi, ma ora è in gioco l’esistenza stessa di alcune aziende e le misure fin qui adottate sono insufficienti”.

 

E’ poi la Confartigianato Imprese Rieti, diretta da Maurizio Aluffi, a fornire altri dati: “Il settore artigiano, escluse la ristorazione e l’edilizia, registra assenze tra il 7 e l’8%, ma il nostro sistema – sottolinea – non ci consente di sapere se siano legate solo al Covid; una percentuale che cresce di molto nel settore della ristorazione raggiungendo il 25/30%”. Quanto all’edilizia, Confartigianato ha rilevato che a settembre scorso le ore di assenza erano state 90 mila 318 a fronte delle 146 mila 32 di novembre (a dicembre hanno raggiunto quota 149 mila 951, un dato fortemente contaminato dalle ferie).