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Rieti, scuola e Omicron. Alle superiori 300 contagi, 120 alle medie

Monica Puliti
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Sono le scuole secondarie di secondo grado – le superiori – a registrare il numero più alto di positività tra la popolazione studentesca. Con 300 positivi su 6.800 studenti tra Rieti e provincia, le superiori registrano l’indice percentuale più elevato, 4,5%, rispetto al 3% delle scuole medie (120 positivi su 3.700), al 2,6% della scuola primaria (150 positivi su 5.360 ragazzi) e a poco più dell’1% della scuola dell’infanzia (30 casi di positività su 2.600 bambini); su una popolazione complessiva di 18 mila 460 studenti, i casi ammontano a 500 (poco meno del 3%). 

 

Tra il corpo docenti invece, un esercito di 2 mila persone tra comune capoluogo e provincia, la percentuale più alta di positivi si concentra sulle scuole medie dove si attesta al 7,5%, seguono gli insegnanti delle scuole dell’infanzia con il 5,6%, i professori delle superiori con il 4,6% e chiudono i maestri delle elementari con il 4% di positivi; la media dei positivi tra il corpo docente è di 5,4%, superiore a quella degli studenti e del personale Ata (2% su un organico complessivo di 806 persone comprensive di assistenti amministrativi e collaboratori scolastici).
“Si tratta di numeri in linea con la media nazionale – commenta Michele Donatacci, dirigente dell’ufficio scolastico provinciale da cui provengono i dati pubblicati -, che confermano come la scuola sia un luogo sicuro, molto più di tanti altri. I presidi stanno facendo un ottimo lavoro insieme alla direzione sanitaria della Asl e il rispetto delle misure di sicurezza, come l’uso delle mascherine, il distanziamento sociale e tutto quanto studenti e personale scolastico hanno imparato a conoscere bene da due anni a questa parte, fa il resto”. 

 

Considerata la complessità della situazione e delle problematiche da affrontare nei casi di positività tra i banchi di scuola, quotidianamente, alle 11,30, si tiene un incontro tra dirigenti scolastici, ufficio scolastico provinciale e Azienda sanitaria locale per la gestione di quelle situazioni così come c’è un raccordo, quotidiano anche questo, tra scuole e ufficio scolastico provinciale il quale monitora i dati provenienti dal territorio provinciale aggiornando via via i réport cui è tenuto per avere contezza delle situazioni legate a ogni singola scuola.
Quanto alle classi in didattica a distanza, l’Ufficio scolastico provinciale non ha al momento dati precisi “ma è da ritenere che siano qualche decina, massimo 50, su un totale di 1.094 classi tra la città e la provincia”, dice ancora il dottor Michele Donatacci, responsabile dell’Usp.