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Rieti, elezioni comunali. Il Pd candida Claudio Di Berardino, ma non lo segue quasi nessuno

Alessandro Toniolli
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Il Partito Democratico punta forte su Claudio Di Berardino, Petrangeli e Ubertini non convergono ufficialmente, si profila quindi un centrosinistra diviso alle prossime elezioni amministrative, ma forse no. Saranno i prossimi giorni a dirlo ma, per ora, la strada sembra tracciata. Il campo largo che si oppone alla candidatura di Daniele Sinibaldi stenta a prendere forma, ma il Partito Democratico sembra intenzionato a comunicare ufficialmente il proprio appoggio all’assessore regionale, spingendo così tutti a fare chiarezza una volta per tutte. 

 


 

Partiti, movimenti e associazioni del centrosinistra e moderati vengono da un ormai lungo periodo di confronto e discussione, per lo più promosso e coordinato dal partito di maggioranza relativa, per il quale però il tempo della decisione sembra essere arrivato.  Se Italia Viva sembra vicina ad un accordo con Sinibaldi, che ha i crismi di un laboratorio con interessi ed influssi anche sugli equilibri nazionali, in Uniti per Rieti potrebbero esserci visioni diverse, con Andrea Sebastiani che ha dichiarato la sua impossibilità ad appoggiare Di Berardino e Luigi Gerbino che invece si dimostrerebbe più disposto. 
Azione celebra il suo congresso, tra gli invitati il parlamentare Dem Fabio Melilli ed il candidato in pectore, che sia un segnale? Al fianco del Pd e delle sue scelte al momento sembrano esserci Articolo 1, partito in cui milita Claudio Di Berardino, Rieti in Comune di Alessandro Fusacchia e Ludovisi, esponenti della sinistra storica come Luca Battisti e Giacomo Marchioni, ma anche il Movimento 5 Stelle. Uno schieramento non trascurabile. 
Il Partito democratico non perde comunque la speranza che Di Berardino possa essere il candidato di tutti, ed anche il rompere gli indugi potrebbe essere letto in questo senso, ma restano ufficiosamente in campo le candidature di Simone Petrangeli e Carlo Ubertini. Numerose le occasioni di confronto tra i protagonisti dello scacchiere, ma ad oggi ancora nessuna scelta definitiva. 

 

Una situazione che rischia di indebolire la disponibilità dell’assessore regionale, da questo la volontà dei democratici, espressa anche dal coordinamento cittadino, di manifestare una scelta definitiva che imprima una accelerazione ai processi. Simone Petrangeli sembra restare alle ultime dichiarazioni, mantenendo la richiesta che si vada ad elezioni primarie, richiesta che però non solo non ha mai convinto del tutto il Pd, ma anche quel terzo Polo riunito attorno alla candidatura di Carlo Ubertini.