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Rieti, ascensore per piazza Cesare Battisti ancora fermo. Un altro no dal ministero

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Monica Puliti
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Questo ascensore non s’ha da fare. Lo ha ribadito a chiare note e per la seconda volta l’Ustif, l’Ufficio speciale trasporti a impianti fissi del ministero delle Infrastrutture che a distanza di due anni dal completamento e collaudo dell’opera non ha ancora concesso al Comune di Rieti il nulla osta per la messa in esercizio dell’elevatore che collegherà via San Pietro Martire con piazza Cesare Battisti. Con il primo ricorso al Tar nell’ottobre scorso, i giudici amministrativi avevano accolto le richieste dell’amministrazione comunale e intimato all’Ustif di rinnovare l’istruttoria alla luce dei nuovi documenti presentati dal Comune, vale a dire la certificazione – rilasciata da una società che si occupa specificamente di questo - che attesta la conformità dell’ascensore alla normativa vigente. Ma tanto non è bastato all’Ufficio speciale per dare il suo assenso alla messa in funzione dell’impianto costato finora alla collettività un milione e 200 mila euro, che ha negato per la seconda volta il nulla osta.

 

“Ci hanno detto nuovamente no – dice l’assessore ai Lavori pubblici, Antonio Emili -, manco stessimo realizzando un’opera faraonica. Parliamo di un ascensore, di un semplice ascensore che dovrebbe rendere più facili i collegamenti tra due aree della città, specie per i diversamente abili. Questa vicenda è l’emblema di un Paese ostaggio della burocrazia”. L’amministrazione ha quindi presentato un nuovo ricorso contro questo secondo diniego e il 26 gennaio il Tar si pronuncerà nuovamente su istanza cautelare del Comune per ottenere il famoso nulla osta necessario a mettere in funzione l’impianto. Che nel frattempo richiede manutenzione come attesta la determina di fine dicembre, a firma del dirigente del settore Lavori pubblici, per l’affidamento di lavori di manutenzione straordinaria alla ditta Fratelli Muggia di Cittaducale per un importo di 5 mila euro più Iva, ditta che si occupa di lavorazione e riparazione di finestre, avvolgibili, chiudiporte, ringhiere, serramenti e infissi in alluminio. “Speriamo – conclude l’assessore Emili – che questa sia la volta buona, è impensabile che la città debba rinunciare a un servizio, quello dell’ascensore, per via di una burocrazia insaziabile a cui forniamo documenti da due anni a questa parte”. Due anni dal collaudo dell’opera che si aggiungono ai precedenti, quelli in cui venne finanziata e iniziata sotto l’ex amministrazione di Simone Petrangeli.