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Rieti, Covid nel reparto di medicina del De Lellis: 10 pazienti contagiati subito trasferiti

Lu.Spa.
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Focolaio Covid nel reparto Medicina e Nefrologia del presidio ospedaliero De Lellis. La direzione aziendale della Asl ha fatto sapere che “sono state registrate 10 positività al Covid-19 di pazienti che avevano contratto il virus nei giorni precedenti, all'esterno dell'ospedale”. La direzione dell'ospedale “ha prontamente spostato i pazienti in aree Covid dedicate. I pazienti al momento risultano tutti asintomatici: 2 sono stati dimessi e posti in quarantena presso il loro domicilio, 4 sono stati trasferiti in degenza infermieristica Covid per impossibilità di isolamento al domicilio e 4 in malattie infettive perché non dimissibili per la patologia di base. Contemporaneamente - conclude la Asl - sono state poste in essere tutte le azioni igienico sanitarie per la sicurezza degli altri pazienti e del personale sanitario”. Questo focolaio all’interno del De Lellis arriva proprio alla vigilia delle restrizioni relativo all’accesso all’interno del presidio ospedaliero che da oggi “sarà consentito solo a visitatori caregiver di pazienti in fine vita, oncologici, con disturbo psichico, agli accompagnatori di minori e agli accompagnatori delle gestanti in prossimità di parto”.

 

 

Intanto all’esito delle indagini eseguite nelle ultime 24 ore si registrano 327 nuovi soggetti positivi al test SARS CoV-2 su 2.583 tamponi eseguiti in sensibile calo rispetto al giorno precedente. I guariti sono stati 186 per cui il totale dei contagiati in provincia è salito a 5.254. Purtroppo, però, si deve registrare un decesso di una 77enne ricoverata presso l’area Covid del Pronto soccorso. 

 

“I malati cronici sono tra le maggiori vittime collaterali del Coronavirus”. Questa l’amara considerazione di Enrico Zepponi presidente della LILT (Lega italiana per la lotta contro i tumori) Associazione di Rieti. “I malati cronici ed i pazienti che già erano costretti a fare i conti con patologie preesistenti, come quelle oncologiche - continua Zepponi - attualmente pagano un prezzo molto alto. Infatti stanno arrivando in sala operatoria meno pazienti con tumori di piccole dimensioni rispetto a quelli con tumori già più grandi: sul totale dei casi trattati la proporzione dei cosiddetti tumori localizzati è diminuita. L’impatto del Covid-19 sui pazienti oncologici è stato pesante anche in termini di qualità della vita. I familiari si sono trovati spesso in condizioni difficili e con notevoli ritardi assistenziali. Il cancro oggi si vince prevalentemente con la prevenzione. Ma la diagnosi precoce ha subito una decelerazione. Ciò comporterà sempre più diagnosi tardive compromettendo l’efficacia delle varie terapie, la qualità e l’aspettativa di vita. Bisogna quindi mantenere alta l’attenzione sulla prevenzione” conclude il presidente della Lilt di Rieti Enrico Zepponi.