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Rieti, crisi economica. In 10 anni chiuse 630 imprese

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Monica Puliti
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La pandemia ha aggredito un tessuto economico sociale che non era riuscito ancora a superare la crisi precedente. Lo dice la fotografia scattata dall’ufficio studi di Confartigianato Imprese Rieti, che ha analizzato attentamente l’andamento del tessuto produttivo locale negli ultimi anni, con particolare riferimento al settore artigiano. Dai dati di Unioncamere utilizzati per lo studio si evince che nell’arco temporale 2008-2019, prima cioè che il Covid stravolgesse la vita e l’economia di mezzo mondo, la provincia di Rieti aveva perso ben 630 imprese con una diminuzione del 15,29% passando, il numero delle aziende, da 4.134 a 3.509; nello stesso periodo a livello regionale il tasso di crescita si era fermato a -4,9%, quasi 10 punti percentuali inferiore al dato reatino. “Questi numeri – dice Maurizio Aluffi, direttore dell’associazione reatina – dovrebbero far riflettere e soprattutto dovrebbero ridisegnare un nuovo modello di sviluppo che la classe politica locale pare non avere ancora percepito”. 

 

Restringendo l’obiettivo al sistema imprenditoriale artigiano degli ultimi tre anni - 2019-2020-2021 -, sappiamo che il 2019 segna uno dei dati peggiori della storia dell’albo delle imprese di Rieti con 315 cancellazioni a fronte di 287 iscrizioni; nel 2020 c’è stata una discreta ripresa ed è tornato il segno positivo (+62) determinato da 220 iscrizioni a fronte di 158 cancellazioni, un trend confermato nel 2021, anche se con percentuali decisamente più contenute. “E’ cresciuto il numero di imprese iscritte rispetto al 2020 (220 nel 2020 e 242 nel 2021) – analizza Aluffi -, ma sono aumentate le cancellazioni passate dalle 158 del 2020 alle 222 del 2021, con un +64”. 

 

Volgendo lo sguardo ai comuni del Reatino, il capoluogo fa la parte del leone anche se resta ancora lontano dai numeri pre-pandemia con 91 aziende nate nel 2019, 62 nel 2020 e 72 nel 2021 (per quest’ultimo anno i dati sono aggiornati a novembre). Mantiene un livello che pare risentire poco dell’attuale situazione il comune di Fara in Sabina dove ogni anno nascono in media più di 20 imprese (26 nel 2019, 19 nel 2020 e 22 l’anno scorso) e sorprende, in positivo, Scandriglia che negli ultimi 3 anni ha visto la creazione di 34 aziende. Particolarmente vivaci anche Poggio Moiano e Poggio Mirteto, mentre Amatrice, nell’anno del terremoto, il 2016, ha visto ridursi il reddito pro-capite del 9% in soli quattro mesi, da settembre a dicembre, rispetto al 2015. “I dati elaborati – conclude Aluffi – raccontano una situazione di grande difficoltà della nostra provincia, una fotografia che si è concretizzata in maniera drammatica negli anni 2011-2012 e con la pandemia che ha poi aggredito un tessuto economico-sociale che non era ancora riuscito a superare pienamente quella crisi”.