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Rieti, terremoto. Mario Sanna in sciopero della fame: "Niente fondi per familiari vittime sisma"

L.S.
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Dal 7 gennaio ha iniziato lo sciopero della fame per rivendicare l'istituzione di un fondo per i familiari delle vittime del sisma d'Abruzzo e del Centro Italia. Mario Sanna, presidente dell’Associazione Il Sorriso di Filippo ha deciso di ricordare al premier Mario Draghi, attraverso una iniziativa plateale, l’impegno preso lo scorso 24 agosto ma, ancora oggi, disatteso. Mario Sanna è il papà di Filippo (a cui è intitolata l’associazione) un ragazzo di 22 anni morto a causa del crollo della casa dove viveva in affitto con i suoi genitori ad Amatrice nel sisma del 24 Agosto del 2016. Estratto vivo dopo 5 ore sotto le macerie, purtroppo, dopo una settimana di ospedale, ha dovuto arrendersi.

 

L'associazione si prefigge di aiutare giovani come Filippo negli studi e, nel contempo, di occuparsi di diritti dell'uomo. Nella fattispecie di far valere il diritto dei locatari di case crollate all'esenzione dal pagamento degli oneri di costruzione qualora decidessero di farsi una casa propria. Promotore di questa iniziativa è stato il padre di Filippo, Mario, che dopo uno sciopero della fame durato 21 giorni è riuscito a far diventare legge questa proposta. Oggi il problema, però, è quello di rivendicare l'istituzione di un fondo per i familiari delle vittime del sisma. “Le promesse che il presidente del Consiglio Mario Draghi ci fece in un incontro il 24 agosto del 2021 si sono rivelate vane – dichiara Mario Sanna - pensavamo di poter avere la copertura del fondo in questa legge di bilancio ma, nonostante la presentazione di un emendamento ad hoc, ciò non è avvenuto. Per questo ho iniziato uno sciopero della fame che condurrò fino a quando non verrà firmato un decreto da parte del presidente Draghi per la copertura del fondo”. 

 

Mario Sanna si definisce “un uomo solo contro lo Stato” e già a novembre aveva inviato una lettera al Premier nella quale ricordava come ancora non fosse successo nulla: “Ci troviamo, ancora una volta, a farci forza da soli, ripetendoci più e più volte che prima o poi la soluzione ci sarà - scriveva a Draghi -. Credo sia il tempo di dire basta e di pretendere dallo Stato la giusta attenzione. Chiedo a lei una pubblica risposta che ci rassicuri una volta per tutte, senza se e senza ma, per una soluzione in favore della copertura del fondo per i familiari delle vittime. Non abbiamo le forze per aspettare oltre ma nello stesso tempo non ci piegheremo all'oblio perpetrato nei nostri confronti in tutti questi anni”. Molti stanno sostenendo Mario Sanna in questa nuova battaglia. Tra le più attive l’associazione sportiva Nuova Pallacanestro in carrozzina Rieti.