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Rieti, scuola. Ritorno in classe per pochi. Omicron mette paura

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Un rientro a scuola tra dubbi, timori e anche rabbia. Perché riaprire tra mille incertezze non è facile. E proprio questo era stato sottolineato dai dirigenti scolastici durante l’incontro convocato in Comune dal sindaco Antonio Cicchetti alla presenza del direttore generale della Asl, Marinella D’Innocenzo e di Michele Donatacci, responsabile dell’Ufficio scolastico provinciale. E ieri si è verificato ciò che docenti e dirigenti avevano previsto. Di media, in ogni classe ci sono almeno da due a tre studenti che hanno seguito le lezioni attraverso lo schermo del computer che i professori tengono aperto sulla cattedra mentre intanto spiegano ai presenti. In pratica, in quasi tutte le scuole reatine e della provincia è già partita la didattica a distanza per gli alunni in quarantena o positivi. Diverse le classi addirittura dimezzate e altre partite in dad a causa della positività dei docenti.

 

Nonostante le mille difficoltà organizzative oggi è stato il rientro in classe per alunni e studenti del Reatino mentre nelle chat, sia dei genitori che dei professori si aggiorna man mano il numero dei ragazzi isolati. Una ripartenza così complessa se la aspettavano in pochi sperando magari in uno slittamento delle riaperture. Non del tutto sereni, anzi abbastanza contrariati, i dirigenti scolastici che sottolineano come, durante l'incontro in Comune, non ci sia stato nulla da fare. Tutti avevano soltanto spiegato che, essendo partito il contact tracing e i test rapidi, il 5 gennaio, forse sarebbe stato meglio ripartire con due settimane di dad che sarebbero servite per conoscere il risultato di tutti i tamponi e soprattutto seguire l’andamento dei contagi. Questo l'unico punto su cui i presidi hanno spinto per capire a fine gennaio come si sarebbe evoluta la situazione, ma la dirigenza della Asl è stata irremovibile, come anche il primo cittadino. E così, ieri mattina si è registrato un notevole calo delle presenze tra docenti ed alunni, con Covid o in quarantena. Vedi il liceo scientifico Jucci, come pure l'Elena Principessa di Napoli o il Luigi di Savoia. L’andamento è per tutti uguale. In una classe di 26 alunni, 3 sono in dad e 10 assenti perché hanno paura di andare a scuola a causa dei contagi che con la variante Omicron corrono veloci. In un’altra classe su 16 studenti ne mancavano 7 e non erano in dad.

 

Chi non entra per seguire le lezioni e non è positivo o in quarantena non si vede riconosciuta la dad e sono molte le classi con lo stesso problema. Leggermente meglio la situazione alle scuole elementari e medie anche se il numero dei bambini positivi arriva a pioggia con comunicazioni che ne segnalano la positività. Sicuramente un primo giorno difficile, ma la paura è che, con il trascorrere dei giorni la situazione possa peggiorare si per il personale docente che per gli alunni. Altro dato da registrare e su cui si dovrebbe riflettere, è che sono molti i genitori degli alunni della scuola primaria che hanno scelto di tenere i figli a casa proprio per la paura dei contagi. A parlare sarà il tempo e i numeri dei nuovi contagiati. Intanto la scuola continua a fare il suo lavoro.