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Monterotondo, scuola. Gli studenti protestano, sciopero a oltranza: "Vogliamo la Dad"

Matteo Torrioli
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Cancelli aperti ma in aula non c’era praticamente nessuno. Ieri mattina, lunedì 10 gennaio, la stragrande maggioranza degli studenti dell’istituto superiore Piazza delle Resistenza a Monterotondo hanno deciso di non entrare a scuola. Le sedi del Cardano e di Via Tirso sono rimaste deserte. Il motivo della protesta riguarda, ovviamente, la pandemia di covid-19. “Abbiamo deciso di non entrare in classe e continuare questa protesta ad oltranza finché non ci verrà concessa la dad e finché non sarà veramente sicuro stare in aula” afferma Alessio Vercani, uno dei rappresentanti d’istituto.

 

Una presa di posizione chiara e netta arrivata dopo giorni di discussioni e confronti. “Molti ragazzi e ragazze, tra l’altro, sono già in dad visto che sono risultati positivi” spiegano i rappresentanti. “Purtroppo abbiamo aule non grandi con dentro tanti studenti – spiega ancora Vercani – io, ad esempio, che faccio il quarto frequento una classe composta da 28 elementi”. A quanto pare anche i docenti hanno capito le motivazioni della protesta e delle esigenze degli alunni, appoggiando la scelta di non entrare in classe. La scuola ha riaperto ma sono in poche le persone, tra personale scolastico, docenti e alunni che si sentono veramente al sicuro. Per non parlare, poi, degli alunni e docenti assenti perché malati, in quarantena o in isolamento.

 

Domenica anche il sindaco Riccardo Varone aveva detto la sua sul tema scuola. “Seppur nutro delle perplessità per come è stata gestita la questione a livello nazionale – ha detto il primo cittadino – le scuole riapriranno regolarmente. Ovviamente monitoreremo anche con la Asl e i dirigenti scolastici la situazione al fine di individuare eventuali nuove iniziative da prendere nei prossimi giorni”. Qualche genitore aveva chiesto al sindaco di intervenire ma, sempre secondo Varone, “nell’ultimo decreto del 24 dicembre 2021si spiega che i presidenti delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano e i sindaci possono derogare alle attività in presenza, per specifiche aree del territorio o per singoli istituti, esclusivamente in zona rossa o arancione e in circostanze di eccezionale e straordinaria necessità dovuta all’insorgenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus o di sue varianti nella popolazione scolastica”.