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Monterotondo, i contagi Omicron cancellano torciata e cavalcata

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Monterotondo, come anticipato nei giorni scorsi, la Pia Unione Sant’Antonio Abate di Monterotondo ha ufficializzato la cancellazione, anche per quest’anno, della cavalcata e della torciata in onore di Sant’Antonio. Con i contagi in aumento e le nuove restrizioni non poteva andare diversamente anche se la speranza che qualcosa potesse cambiare c’era sempre stata. La Pia Unione ha avvisato che la festa in onore di Sant’Antonio Abate “da secoli organizzata nella domenica più vicina al 7 gennaio, purtroppo come per le appena passate festività natalizie, vedrà ampiamente rimaneggiato, se non addirittura stravolto, il programma dei festeggiamenti”. Sabato 8 gennaio alle 17 al Duomo si è svolta una Santa Messa con la sacra immagine del Santo. Seguirà poi un Santo Rosario per chiedere “al Grande taumaturgo l’intercessione, affinché cessi la pandemia e tutti gli effetti negativi che comporta”. 
Quest’anno, a differenza dell’anno passato, ci sarà il passaggio di consegne tra vecchio e nuovo Signore della Festa. Mauro Esposito consegnerà la Statua del Santo ad Egisto Ramarini. 

 

Purtroppo la bellissima e colorata cavalcata non si farà - spiegano gli organizzatori – come anche per ovvi motivi non si potrà effettuare la pittoresca e popolosa torciata”. 
Nel Duomo, inoltre, non potranno essere presenti più di 92 persone contemporaneamente e soprattutto non si potranno creare assembramenti neanche all’esterno della chiesa. “Purtroppo la pandemia e le tante vittime – spiegano ancora dalla Pia Unione – hanno spazzato via le nostre certezze”. 
Visto che, secondo virologi e scienziati, i problemi relativi al Covid non spariranno così velocemente, Paolo Bracchi, volto noto della politica monterotondese nonché grande devoto di Sant’Antonio, ha proposto un cambio radicale per dare nuova linfa alla festa, valutando “la possibilità di posticipare la festa in un periodo dell’anno più favorevole. Potrebbe essere un modo di continuare a svolgerla. L’anno scorso la statuina del Santo non è passata al nuovo signore, mentre quest'anno passerà ad Egisto. Bene, è un modo anche questo per continuare la tradizione. Dovremmo trovare un modo per continuare anche la festa, perché nessuno ci può garantire che l’anno prossimo sia tutto risolto. A quel punto che faremo?”.

 

Si è ormai capito che l’inverno e soprattutto il lungo periodo di festività che va da Natale alla Befana sono il terreno di trasmissione ideale per il Covid. Probabilmente l’unico modo, almeno per i prossimi anni, per tornare a vedere gli appuntamenti con la Torciata e la Cavalcata lungo le vie della città sembrerebbe proprio quello di spostare la festa a primavere o addirittura in estate. Un cambio epocale, ma inevitabile almeno nei prossimi anni.