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Rieti, Asm pubblica. Sebastiani avverte: "Operazione pericolosa"

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Alessandro Toniolli
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La ripubblicizzazione di Asm è un processo il cui esito positivo è tutt’altro che scontato, almeno stando ai dubbi espressi da Andrea Sebastiani di Uniti per Rieti ed al lavoro in questi giorni per la partecipazione del “terzo polo” alle elezioni amministrative. Dubbi sull’esito, ma Sebastiani chiarisce “questa è una operazione che a questo punto non ha più alternative, dopo la dismissione delle farmacie l’unica soluzione alternativa che si prospetta all’amministrazione comunale è quella di ripubblicizzare Asm a meno che, ma a questo punto rasenterebbe la follia, si voglia mettere a gara i servizi che sono rimasti, ma sarebbe una catastrofe ancora peggiore della cessione delle farmacie”. Ma a suo parere si tratta comunque di una operazione “rischiosa e delicata perché non c’è un piano economico-finanziario che renda solida la ripubblicizzazione dell’azienda, nel senso che come amministrazione sono stati conferiti una serie di incarichi a vari consulenti, addirittura è sto dato un incarico di fare una perizia su una perizia. Tra questi il lavoro prodotto dall’avv. Osimo che prevedeva che si stilasse un piano economico che dimostrasse la solidità dell’azienda a partecipazione completamente pubblica, dimostrando che fosse più conveniente della messa a gara dei servizi”.

 

Oggi che questa ipotesi non sembra da prendere in considerazione il problema è che si tratta di capire se “Asm completamente pubblica sia in grado di reggere la sfida del mercato per i prossimi 10 o 20 anni”. La preoccupazione nasce dal fatto che secondo il consigliere comunale “non ci sono le disponibilità previste dal Codice Civile per ricomprare le quote del socio privato, non essendoci utili e riserve disponibili approvate in un bilancio aggiornato si rischia di comprare le azioni per poi doverle rimettere sul mercato entro 12 mesi”. Il problema non sarebbe generato “da una mancanza di liquidità, la vendita delle farmacie ha portato liquidità, ma si pone un problema patrimoniale: è il patrimonio di Asm che è insufficiente, secondo quanto previsto dal Codice Civile. Si tratta di una operazione che l’azienda non può fare se non ha utili distribuiti e riserve disponibili sufficienti”. Questo sarebbe dimostrato da “richieste insistenti di patrimonializzazione fatte dal presidente di Asm Regnini, ce chiede al Comune che venga conferito patrimonio per acquistare le quote del socio privato”. Il Comune quindi “con tutti i rischi connessi dovrebbe mettere all’interno dell’azienda beni immobili, come per esempio l’ex Manni, l’appartamento di piazza Adriano a Roma o l’immobile di via Tancia dove c’è ancora una parte di Asm. operazione che in un Comune in pre-dissesto deve essere attenzionata dalla Corte dei Conti, e questo sarebbe contrario a quanto previsto dal Testo Unico delle Società Partecipate e dalla legge Madia che pone vincoli ancora maggiori”.