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Rieti, famiglie sempre più povere. Almeno 600 chiedono i buoni spesa

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Monica Puliti
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Il disagio sociale non conosce feste, tutt’altro. Ne sanno qualcosa i Servizi sociali della città che nel mese tra novembre e dicembre hanno ricevuto 600 domande tra buoni spesa, sostegno per il pagamento delle bollette e del canone di locazione. “E’ un dato allarmante – commenta l’assessore Giovanna Palombaperché l’anno scorso avevamo consegnato complessivamente 3 mila buoni spesa, per cui le 600 richieste ricevute da novembre scorso, a seguito dell’ultimo avviso pubblico e a fronte dei 195 mila euro ottenuti dal Comune per il sostegno alimentare, ci dicono che il bisogno è cresciuto”.

 

Il disagio investe nuovi nuclei familiari che a seguito della pandemia hanno visto ridotto il loro reddito e casi di bisogno più radicati. “L’importo del buono riconosciuto varia – aggiunge Palomba – perché tiene conto di una serie di parametri quali la presenza di minori all’interno del nucleo familiare, il numero delle persone che ne fanno parte e il reddito”. Accanto a questo strumento, importantissimo, ce n’è un altro attraverso il quale i Servizi sociali fanno fronte al bisogno di chi non può pagarsi i farmaci, le bollette o le visite specialistiche: si chiama “Un passo insieme” ed è il progetto, nato circa un anno fa, che vuole garantire la tempestività dell’aiuto attraverso convenzioni stipulate con le associazioni di volontariato. “Ci sono emergenze che, come tali, richiedono un intervento immediato – dice ancora l’assessore - e allora sono le associazioni a muoversi, associazioni che poi rifondiamo attraverso le donazioni che arrivano sul conto corrente sociale, intestato al Comune, su cui chiunque può versare, cittadini privati e non (Iban IT80 P030 6914 6011 0000 0300 512)”.

 

C’è un’altra iniziativa “andata molto bene”, si chiama “Aggiungi un posto a tavola” e ha visto la partecipazione dei ristoratori della città. “Il 24 e 31 dicembre e poi il primo gennaio chiunque poteva prenotare un pasto in uno dei ristoranti aderenti e poi avvertire i Servizi sociali: ebbene, solo a Capodanno sono stati donati 50 pasti e la vigilia di Natale 24, un risultato lusinghiero”. C’è poi un altro bisogno crescente e riguarda l’emergenza abitativa, “perché gli sfratti esecutivi sospesi per via del Covid ora riprendono il loro decorso”, spiega Giovanna Palomba che annuncia come “presto assegneremo appartamenti per i quali chiunque può presentare domanda e con graduatoria sempre aggiornata; abbiamo poi 2 case in cohousing (modello che combina l’autonomia dell’abitazione privata con la condivisione di spazi e servizi comuni da parte di più nuclei familiari, ndr) in via sperimentale”.