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Rieti Covid, paura per le scuole. Rientro in classe tra timori e incertezze

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Monica Puliti
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A distanza di due anni dall’inizio della pandemia, incertezza è ancora la parola chiave per descrivere la situazione della scuola alla vigilia della ripresa delle lezioni, fissata tra il 7 e il 10 gennaio. “La paura è tanta – dice la preside Santarelli, dirigente scolastica dei licei classico e scientifico di Rieti e dell’istituto comprensivo Valle del Velino di Cittaducale -, così come il senso di incertezza. Abbiamo casi di positività sia al Varrone che allo Jucci, ma confidiamo che per la riapertura dei due licei, il 7, la situazione sia migliorata; va meglio alla Valle del Velino dove i ragazzi rientreranno in classe il 10. Intanto – aggiunge - abbiamo inserito il fabbisogno di mascherine Ffp2 nella piattaforma ministeriale ed entro domani dovremmo averle”.

 

 

Il presidio è uno degli strumenti previsti dal decreto legge approvato dal consiglio dei ministri per evitare la didattica a distanza, con le Regioni che hanno chiesto al Governo di prevedere la dad solo per studenti non vaccinati. “Cercheremo di censire la situazione dei contagi attraverso lo screening programmato per il 10, prima di entrare in classe – dichiara la preside dell’istituto comprensivo di Torricella e del liceo Lorenzo Rocci di Passo Corese, Maria Desideri -, quando studenti e personale scolastico potranno, volendo, sottoporsi al tampone. Per i minori decideranno naturalmente i genitori, gli altri speriamo che aderiscano all’iniziativa organizzata con il Comune di Fara. Ritengo – conclude – che i ragazzi debbano seguire le lezioni in presenza, vaccinati e non, sperando che ognuno decida con coscienza per il bene di tutti”.

 

Rientro in classe il 10 anche per gli studenti dell’istituto comprensivo e dell’Aldo Moro di Passo Corese, che insieme al personale scolastico potranno sottoporsi al tampone l’8 gennaio i primi e il 10 i secondi. “L’apertura del 10 per le nostre scuole era stata già programmata a inizio anno, l’aumento dei contagi non c’entra niente – dice il preside, Giovanni Luca Barbonetti -. Sappiamo di avere molti positivi, ma non abbiamo un quadro preciso che possa dirci esattamente il loro numero”. La dad per i non vaccinati? “Non la vedo una misura discriminatoria, ma sarebbe complicatissimo organizzarla. Alcune famiglie mi hanno chiesto di farla all’istituto comprensivo, ma io non ho facoltà di decidere”.
Infine piccola polemica alla scuola Ricci riguardo la didattica a distanza con la dirigente scolastica Paola Testa che, dopo le preoccupazioni esternate da alcune famiglie, chiarisce di “aver avviato una sorta di referendum proprio tra le famiglie per capirne la volontà e il parere in merito a un eventuale riavvio in dad delle attività didattiche”.