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Rieti, Lombardini salva. La Fiom: "Ora rilanciare il nucleo industriale"

Luigi Spaghetti
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Le buone notizie sono arrivate proprio in extremis, alla fine di un anno, travagliato per quanto riguarda l’economia locale. La vertenza Lombardini ha avuto un epilogo positivo grazie all’accordo raggiunto da Kohler, Imr Industries e sindacati e lavoratori per la reindustrializzazione del sito e la salvaguardia dei livelli occupazionali. Insomma per i 150 lavoratori si è concluso un calvario che durava da anni e che rischiava di entrare in una pericolosa fase di stallo anche grazie al lavoro sinergico portato avanti dalle istituzioni locali e regionali. “Una buona notizia – conferma Luigi D’Antonio della Fiom Cgil – non solo per i lavoratori coinvolti ma anche per l’intero territorio. Ma i problemi non si esauriscono qui visto che sono ancora molte le vertenze aperte e 250 i lavoratori che usufruiscono della mobilità in deroga”.

 

 

La prima è quella che riguarda Gala Solsonica. “Il progetto di riconversione e rilancio del sito reatino – spiega D’Antonio – si è fermato dopo i proclami della scorsa estate. Gli investimenti promessi per decine di milioni sono rimasti sulla carta e i 100 lavoratori coinvolti in questa nuova fase aspettano ancora notizie. Sicuramente la partita resta aperta e sarà la prima ad essere giocata nel nuovo anno”. Stesso discorso per la vertenza ex Ritel dove il futuro di 70 lavoratori è ancora appeso ad un filo. Per lo stabilimento reatino chiuso nel 2011 si ipotizza il rilancio attraverso la realizzazione di un polo tecnologico e industriale che dovrebbe sorgere grazie ai fondi del Pnrr ma per ora del nuovo insediamento non si ha traccia. Anzi – continua il sindacalista della Fiom – l’aspetto più deprimente è che ci sono lavoratori che usufruiscono da più di dieci anni della mobilità in deroga e che quindi continuano a vivere non solo nell’incertezza professionale ed economica. A loro devono essere date prospettive concrete”.

 

 

Prospettive concrete le hanno i lavoratori della ex Sneider riassorbiti grazie ad un accordo dalla Elexos-Seko “ma anche in questo caso il processo non è stato completato – sottolinea D’Antonio – visto che sono meno di una decina i lavoratori che ancora aspettato di essere chiamati. Il nostro impegno continuerà ad essere totale”. Le premesse affinché il nuovo anno possa riservare un futuro migliore sembrano esserci: “gli strumenti ci sono così come gli investimenti grazie alle risorse destinate alle zone del cratere e ai fondi europei del Pnrr che potrebbero invogliare grandi industrie ad investire nel Reatino come accade negli anni 70 con gli incentivi della Cassa del Mezzogiorno che contribuì allo sviluppo industriale ed economico nel triangolo Rieti-Cittaducale-Contigliano. Ma bisogna essere anche capaci di creare i presupposti come migliorare le infrastrutture presenti e costruirne di nuove. Altrimenti il rischio è che il polo logistico di Passo Corese e Fiano Romano risulti sempre più attrattivo per i grandi investitori alcuni già presenti in quell’area. Far rinascere il nucleo industriale di Rieti e Cittaducale deve essere una priorità se si vogliono gettare le basi per rimettere in movimento la nostra economia” conclude Luigi D’Antonio della Fiom.