Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Roma, ucciso a coltellate in una baracca a Monterotondo. La vittima è un rumeno di 63 anni

Matteo Torrioli
  • a
  • a
  • a

La Procura della Repubblica presso il tribunale di Tivoli ha emesso un decreto di fermo nei confronti di D.A., cittadino rumeno di 39anni perché indagato del delitto di omicidio volontario di Horonceanu Constantin, cittadino rumeno di 63 anni, commesso a Monterotondo il giorno di Natale. Il 36enne ad oggi è ancora indagato, quindi, sottolineano anche dalla Procura di Tivoli, da ritenersi “presunto innocente in considerazione dell’attuale fase del procedimento – indagini preliminari – fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile”.

 

Nella mattina del 25 dicembre lungo la via Semblera, nei pressi di Monterotondo Scalo e vicino al monumento naturale dei laghetti, un volontario della comunità di Sant’Egidio incaricato di portare il pranzo alla vittima e che si era recato presso la baracca di Horonceanu ha avvistato il cadavere di un uomo disteso su un campo adiacente. Il volontario ha avvertito subito i carabinieri della compagnia di Monterotondo guidati dal comandante Gianfranco Albanese, subito accorsi sul luogo.

 

Sul posto anche l’intervento del nucleo investigativo del gruppo Carabinieri di Ostia che, sotto la direzione del pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica di Tivoli, ha constatavato, unitamente al medico legale, la morte dell’uomo dovuta, presumibilmente, a numerose coltellate nella zona toracica. La vittima viveva da anni in quella baracca container ed era seguito dalla comunità di Sant’Egidio di Monterotondo. Sono stato i rilievi di rito e, prontamente, l’esame autoptico sul corpo della vittima che ha confermato la causa della morte, i militari si sono dedicati incessantemente alle indagini nelle successive 48 ore. Il lavoro ha alla fine consentito di individuare il presunto responsabile dell’omicidio. L’uomo è stato rintracciato nel suo alloggio di fortuna, sempre a Monterotondo, dove sono stati rinvenuti due coltelli compatibili con le ferite riscontrate in sede di esame autoptico.

Le plurime dichiarazioni raccolte dai Carabinieri e quanto rinvenuto hanno indotto il pubblico ministero di turno, in considerazione dei rilevati gravi indizi di colpevolezza e del pericolo di fuga dell’indagato, ad emettere un decreto di fermo eseguito dai Carabinieri. Le cause dell’omicidio, allo stato emerse, sembrano relative all’ambiente di grave disagio in cui versava la vittime e a cui appartiene anche indagato. Sarà chiesta oggi la convalida del fermo al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Tivoli che, nelle successive 48 ore, sentito l’indagato, deciderà sulla convalida e sulla richiesta di misura cautelare in carcere.