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Rieti, elezioni comunali. L'ex sindaco Simone Petrangeli insiste sulle primarie del centrosinistra: "Niente veti. Facciamo scegliere i cittadini"

Luca Feliziani
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”Al terzo polo, che mi chiama in causa, non posso che rimandare alle mie dichiarazioni pubbliche, per ultima una mia intervista del 13 dicembre al Corriere di Rieti. Non è un problema di nomi, ma di metodo. Il campo largo del centrosinistra unito indichi i suoi uomini migliori, poi saranno i cittadini a scegliere con le primarie il candidato unico. Chi vince sarà il candidato sindaco, chi perderà entrerà nella squadra di governo in caso di successo alle elezioni. Rieti non diventi la pecora nera in Italia. Nei comuni al voto il centrosinistra si è affidato al metodo delle primarie per individuare il proprio candidato sindaco, non vedo perché solo Rieti debba andare in controtendenza”. Poche righe di risposta dell'ex sindaco Simone Petrangeli che nei giorni scorsi era stato sollecitato dal terzo polo a dare un suo parere sull’ipotesi di Carlo Ubertini come candidato sindaco. E l’ex sindaco torna a ribadire la sua posizione: “tutti i nomi vanno bene, ma lasciamo decidere i cittadini quale potrebbe essere il migliore”.

 


SINISTRA ITALIANA Sul tema provinciali e amministrative interviene anche la federazione provinciale di Sinistra Italiana. “Le recenti elezioni provinciali reatine hanno evidenziato la stortura e i danni prodotti dalla riforma Del Rio. Il dato politico più immediato è che la Sabina, roccaforte storica della sinistra nel territorio provinciale, è riuscita a non esprimere nessun rappresentante del centrosinistra in consiglio provinciale. Non che ciò determini sconvolgimenti nella vita quotidiana delle persone, essendo stato l’ente provincia svuotato, nel tempo, di competenze e fondi. Questo, assieme ad una legge che ha svuotato le rappresentanze territoriali a vantaggio del ceto politico, dovrebbe far aprire una riflessione. Ma un ceto politico che si ritiene tale, dovrebbe quantomeno riflettere sulla perdita progressiva di autonomia, dovuta ad una visione localistica e correntizia del consenso, che spiana la strada ai comportamenti più disinvolti. Che è poi quello che sta succedendo nel capoluogo: una continua melina, sommata a tentativi, nemmeno troppo velati di trasformismo.

 

"Tutt’altro - continuano -  rispetto a ciò che serve a Rieti, per farle riconquistare quel ruolo e quella dinamicità che la destra ha soffocato negli anni. È evidente che da questa impasse bisogna uscirne, e presto. Per questo abbiamo sollecitato più volte il partito di maggioranza relativa del cosiddetto centro-sinistra a pronunciare parole nette e chiare sulla scelta del candidato sindaco e sui criteri per la scelta. Non solo ciò non è ancora avvenuto ma i tavoli programmatici tanto pubblicizzati, languono, in attesa di che cosa non si sa. Questo conferma che abbiamo fatto bene a non parteciparvi. Non è nostro stile lanciare ultimatum ma ci pare chiaro che, se nei prossimi giorni non dovesse venir fuori una qualche novità, il tavolo del centrosinistra non avrebbe più senso e ciascuna forza politica si sentirà libera di fare le proprie scelte. Noi, almeno, lo faremo”.