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Rieti, allarme usura. Sono 389 le aziende a rischio

Lu. Spa. 
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“L’esposizione a rischio usura nella provincia di Rieti” è stato il titolo del convegno che si è tenuto a Poggio Bustone organizzato da Confartigianato Imprese Rieti e da SOS Impresa Lazio, con il patrocinio del Comune di Poggio Bustone e della Regione Lazio. Un incontro che ha voluto porre l’accento attraverso dati e testimonianze sul tema usura in un contesto socio-economico difficile come quello della provincia di Rieti. Famiglie in sofferenza e dal reddito minimale che non riescono a pagare le rate del mutuo o il canone di affitto. Fenomeni diffusi che coinvolgono anche il sistema produttivo delle piccole e medie imprese.

 

Maurizio Aluffi, direttore di Confartigianato Imprese Rieti, ha sottolineato l’importanza della collaborazione con le istituzioni e con Sos Impresa Lazio con cui recentemente Confartigianato ha sottoscritto un protocollo d’intesa. “Un fenomeno in crescita quello dell’usura – ha affermato Aluffi – che sfugge alle cronache e fonda le radici sulle difficoltà congiunturali e strutturali in cui operano le imprese, che si trovano a dover affrontare il perenne problema dell’accesso al credito, con regole sempre più stringenti a cui le imprese, specie quelle più piccole, non possono far fronte”. La crisi economica, l’aumento dei prezzi e del costo della vita, la pressione fiscale, sono tutti fattori che possono contribuire a consegnare migliaia di famiglie italiane nelle mani degli usurai. Di solito le vittime dell’usura sono famiglie e aziende in difficoltà economiche, alle quali è precluso il credito bancario.

 

Il presidente di Sos Impresa Lazio, Lino Busà, ha illustrato il documento di una ricerca sull’esposizione a rischio usura nella provincia di Rieti. “Guai a pensare di sottovalutare il fenomeno – ha ammonito Busàpensando che in questo territorio non esista. L’usura è un fenomeno sommerso e gli usurai sono personaggi pubblici”. Non a caso Rieti è considerata città a rischio medio-alto. Allarmanti alcuni dati come quelli relativi al gioco d’azzardo. Già nel 2017 i reatini spendevano, in tale attività, 627 euro pro capite. “Non bisogna dimenticare, che sempre nel 2017, a Rieti furono arrestate 4 persone, di cui 3 di origine Rom residenti ad Avezzano, e un reatino nella famosa operazione Piranha”. Alcuni dati, riferiti all’anno 2020, confermano come la pandemia abbia contribuito notevolmente alla diffusione dell’usura. Le imprese in sofferenza, solo a Rieti, erano 389 (dati Banca d’Italia) mentre le operazioni definite “sospette”, che nel primo semestre del 2020 venivano quantificate in 64, nel primo semestre del 2021 sono passate a 108.